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Eur, caos a Cinque Stelle: si dimette la presidente della commissione Scuola

L'annuncio del gruppo di FdI: "Alessandra Tallarico lascia questo incarico". Il M5S, in precedenza, ha incassato gli addii di due consiglieri, oltre quello dell'assessora Lucia Carletti

Il parlamentino del Municipio IX

“Governano un territorio di 180mila persone, qualcuno ha preso una manciata di preferenze. E ora emergono le difficoltà”. Nei corridoi di viale Ignazio Silone il pensiero ronza e batte a intermittenza. Soprattutto dopo le dimissioni di Alessandra Tallarico dalla carica di presidente della commissione Scuola. Il M5S, in meno di un anno, deve fare i conti con una serie di problemi all’interno della propria quadratura. “Basti pensare agli addii dei consiglieri Gabriele Capri e Sabrina Borrini, oltre all’assessora alla Scuola, Lucia Carletti ha commentato Massimiliano De Juliis, consigliere di Fratelli d’Italia. 

Già, la scuola. Un tema spinoso da queste parti. Da una parte la presenza di topi, la chiusura dell’istituto comprensivo Ferratella e della scuola elementare Buster Keaton, il nido di via Trafusa. Dall’altra l’estensione dei bacini di utenza, ossia l’apertura dei cordoni delle iscrizioni nelle scuole d’infanzia comunali anche ai bambini provenienti da altri quartieri. Il risultato? Polemiche su polemiche, vista la difficoltà inserire i propri figli nella scuola sotto casa. Al momento sono ignoti i motivi della scelta presa da Tallarico. Di certo c’è che ha dovuto contare più spine che petali di rosa.

“Ormai la situazione è insostenibile – dichiarano i consiglieri del gruppo di Fratelli d’Italia, Maurizio Cuoci, Massimiliano De Juliis e Simone Sordini – il territorio è abbandonato a se stesso e i Cinque Stelle, più di preoccuparsi di questo, continuano nel loro valzer di poltrone. Le commissioni che hanno un presidente proseguono, invece, a lavorare a singhiozzo, spesso con ordini del giorno privi di contenuti”. 

FdI inoltre evidenzia: “L’indice di questa scarsa produttività è dato dallo scarso numero di proposte che riescono ad elaborare le Commissioni. Le risoluzioni proposte in un anno si possono contare su una mano e le uniche delibere riguardano pareri obbligatori da esprimere. Tutto tace su quella che invece dovrebbe essere la programmazione del territorio: strade, sfalcio del verde, disinfestazioni. A un anno dalle elezioni – concludono – ci auguriamo che questo balletto di poltrone finisca e si pensi finalmente a ciò di cui il territorio necessita. Se non ne sono capaci ne prendano atto e si dimettano tutti, lasciando il campo a nuove elezioni”.

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