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EUR: i lavoratori della Canados “ancorati” in difesa del posto di lavoro

Una trentina di lavoratori della Canados hanno manifestato davanti la Federlazio per difendere il proprio posto di lavoro. Avviata la mobilità per 72 dipendenti da parte dell'azienda che da quasi 70 anni produce yacht

La crisi si sta sentendo anche nel comparto del lusso. Almeno questa è la sensazione che si ricava, osservando ed ascoltando le storie dei lavoratori della Canados International, una società con una lunghissima tradizione nella realizzazione delle imbarcazioni di pregio.

LE VOCI DAL PRESIDIO - “Siamo in presidio da 51 giorni perché c’è una vertenza in atto – ci spiega Marco – è stata aperta una procedura di mobilità ad ottobre e noi a dicembre finiamo in cassa integrazione. Temiamo che a gennaio la Canados riprenda la produzione, ma senza di noi: a rischio ci sono ben 72 posti di lavoro”. Sono arrivati in tanti, per protestare in viale Libano, davanti alla sede della Federlazio. E portano tutti al collo un’ancora, forse per simboleggiare l’attaccamento al proprio lavoro.

IL LICENZIAMENTO E LA TRATTATTIVA - Dopo le 16, il sindacato di base USB ha diramato una nota per spiegare l’esito dell’incontro. “La società ha ribadito la volontà di voler procedere al licenziamento dei 72 dipendenti, proponendo un allungamento del diritto di precedenza alla riassunzione per 10 mesi, invece che i sei mesi previsti per legge e a servirsi di una società di outplacement per un' eventuale reimpiego temporaneo dei lavoratori che decidessero di aderire. L'Usb prende atto delle proposte dell'azienda ma ribadisce la sua posizione contraria ai licenziamenti anche a fronte della notizia emersa nello scorso incontro svoltosi in regione Lazio nel quale l azienda ha annunciato di non escludere la revoca della procedura di liquidazione”.

CHIESTO UN TAVOLO - La protesta dei lavoratori, che hanno portato all’interno di Federlazio delle barchette di carta, si è fatta sentire. Ma non è stata risolutiva. “L'appuntamento si è concluso con un mancato accordo che comporterà la prosecuzione della procedura presso la sede regionale di competenza. Inoltre l'Usb  - leggiamo nella nota - richiederà all'Assessorato al lavoro della Regione Lazio di convocare urgentemente un ulteriore tavolo politico di confronto sui temi emersi dall'incontro”.

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