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Laurentina, tentano furto in villa ma sono sopresi dai vicini

Tre uomini si sono introdotti nel giardino di una villa ma sono stati visti dai vicini che hanno chiamato il 113. Il bilancio del tentato furto è di due arresti e una denuncia

Hanno scavalcato il muro di cinta di una villa e smurato la grata posta a protezione di una porta finestra e si sono così introdotti all’interno della villa sulla Laurentina, nella zona di Trigoria, per mettere a segno l’ennesimo colpo. Per fortuna, però, il tentativo è andato in fumo. Nell’introdursi all’interno del giardino sono stati immediatamente notati dai vicini che hanno chiamato il 113. Gli autori del tentato furto sono tre uomini, di cui due di nazionalità albanese, di 23 e 20 anni, che al termine degli accertamenti sono stati arrestati per tentato furto e per resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Il proprietario della vettura con la quale hanno tentato il colpo invece è stato denunciato per concorso nel furto e per simulazione di reato.

I ladri però in un primo momento sono riusciti a sfuggire alle Forze dell’Ordine. Non appena infatti la volante della Polizia è sopraggiunta nella villa, i tre hanno scavalcato il muro di cinta, fuggendo nei campi e facendo perdere le loro tracce. Gli agenti hanno quindi iniziato a perlustrare la zona alla ricerca di ogni possibile elemento che permettesse di risalire agli uomini, ascoltando la testimonianza di alcuni cittadini che avevano visto giungere i tre con un’autovettura ancora parcheggiata nelle vicinanze.

L’auto, una Renault Scenic, dalle prime indagini effettuate non risultava rubata, né erano presenti segni di effrazione. All’interno è stata rinvenuta dell’argenteria e alcuni telefoni cellulari, uno dei quali ha iniziato a ricevere continuamente chiamate da una persona il cui nome di battesimo, apparso sul display, corrispondeva a quello dell’intestatario del veicolo.

Gli Agenti si sono quindi recati presso la sua abitazione e l’uomo, apparso subito in difficoltà, ha prima riferito di aver subito il furto dell’auto ma poi, incalzato dalle contestazioni dei poliziotti, ha ammesso di aver prestato la propria autovettura, dietro compenso, ad alcuni albanesi.

Le indagini effettuate hanno permesso di individuare in un’abitazione del Tuscolano la base operativa della “banda”. E’ iniziato così un servizio di appostamento che, nel corso della notte, ha dato i suoi frutti: dallo stabile sono usciti infatti due uomini che, alla vista degli agenti, hanno cercato di fuggire spintonandoli violentemente. Dopo averli bloccati, gli agenti si sono recati all’interno della loro abitazione, ritrovando numerosi attrezzi professionali, in grado di forzare le porte e le finestre delle abitazioni; alcuni strumenti, particolarmente sofisticati, sono risultati essere costruiti artigianalmente.

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