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Giovedì, 19 Maggio 2022
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Riserva naturale Laurentino: si punta alla creazione di un grande polmone verde

I confini della Riserva Naturale potrebbero passare dagli attuali 150 ettari a 250. In tal modo "diverrebbe la cerniera di un sistema che dalla Tenuta di Castelporziano passando per Decima Malafede, arriverebbe al Parco dell'Appia Antica"

Da un’area verde "a pezzetti" ad un grande parco cittadino. E’ questo il sogno cullato dai residenti del Laurentino: trasformare la puntiforme Riserva Laurentino Acqua Acetosa, in un vero e proprio polmone verde. Un progetto che adesso è al vaglio del Consiglio regionale e su cui si è già espressa positivamente la Giunta Zingaretti.

IL POLMONE VERDE - Intanto lo scorso 21 marzo del Piano di assetto del Parco Laurentino si è ragionato anche alla Pisana. In Commissione Ambiente  sono intervenuti associazioni e cittadini sottolineando “ l'importanza che il perimetro del Parco passi dai 150 ettari attuali della Riserva naturale ai 250 proposti da RomaNatura e dalla Giunta Regionale” ha ricordato PierLuigi Albini dell’Associazione La Scintilla. Se l’operazione andasse in porto il neo Parco diverrebbe  “la cerniera di un sistema che dalla vasta Tenuta presidenziale di Castelporziano si sviluppa attraverso il costituendo Parco di Decima Malafede, l'auspicato Parco della Cecchignola, il già esistente Parco dell'Appia antica. Un sistema che non interessa solo chi abita nel quadrante sud di Roma, ma l'intera città e la Città metropolitana”. Vivecersa “se il perimetro rimanesse quello dell'attuale Riserva naturale – ha ricordato Albini  si avrebbe invece un Parco 'a pezzetti', un Parco a frammenti, un fazzoletto di territorio senza continuità, presto assediato e minacciato da appetiti speculativi, da interessi immobiliari, da insediamenti degradanti e inquinanti”.

LE ALTRE OPERAZIONI - All’incontro svoltosi presso la Commissione Ambiente della Regione Lazio, ha preso parte anche il Consiglio di Quartiere Laurentino Fonte Ostiense. “Quel parco lo abbiamo finanziato con il nostro Piano di Zona, vale a dire 25 euro a metro quadro, derivanti dal pagamento del conguaglio per il diritto di superficie” ha ricordato il portavoce Agostino Pergili, che ha chiesto “il definitivo trasferimento degli autodemolitori, la ristrutturazione dei casali dell’Ara e l’eliminazione del Punto Verde Qualità del Papillo”. C’è infine un’altra proposta, collegata al Piano di Assetto della Riserva. “Il casale di via Alfonso Gatto – ha osservato Maurizio Filipponi, Consigliere municipale di SEL ed ex Portavoce del Consiglio di Quartiere - potrebbe diventare una casa museale del Parco archeologico del Laurentino. Abbiamo già votato in tal senso una risoluzione in Consiglio municipale, come del resto ce n’è una per la cancellazione del Punto Verde Qualità. Questo ampliamento della Riserva a la sua trasformazione in Parco – ha concluso Filipponi - si può realizzare. Se ci sarà la volontà di farlo”. I cittadini e l’ente di prossimità sono favorevoli. Romanautura anche. L’ultima parola spetterà però al Consiglio Regionale.
 

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