Lunedì, 15 Luglio 2024
Laurentino Laurentina / Via Laurentina

Il centro commerciale ha aperto in deroga, ma l'opera pubblica rischia di tardare. Cosa succede al Laurentino

Nell'ambito del Piano di Recupero Urbano è prevista una piazza nei pressi del "Maximo", che Raggi fece aprire in seguito alla sigla di un atto d'obbligo. Ora si prospetta uno stravolgimento che farebbe perdere altri anni all'iter burocratico

I cittadini del Laurentino Fonte Ostiense vedranno mai nascere piazza Gabriella Ferri, come da Piano di Recupero Urbano Laurentino? La risposta è difficile. Perché in teoria la proprietà dei terreni, sui quali è stato costruito il centro commerciale "Maximo", non ha ancora concluso i lavori e da qualche giorno ha anche chiesto di poter cambiare le carte in tavola. 

La piazza pubblica del Laurentino a rischio

La notizia è emersa nel corso di una commissione municipale urbanistica, ambiente e ciclo dei rifiuti. Al IX municipio è arrivata una richiesta, da parte della società che ha rilevato la proprietà dei terreni, di rivedere il progetto di realizzazione di piazza Gabriella Ferri, a fianco del centro commerciale Maximo. L'idea è quella di non fare più la grande copertura in tensostruttura prevista, ma di spostare altrove gli oneri urbanistici che ammontano a circa 1.8 milioni di euro. I motivi sono da individuare nell'aumento dei costi dei materiali, prevalentemente. 

La richiesta dei privati al municipio IX

A spiegare la situazione nel dettaglio è il presidente della commissione, Manuel Gagliardi: "Le opere che dovrebbero essere fatte in quell'area, in base alla convenzione urbanistica, sono la sede del municipio e il completamento della piazza - dice a RomaToday -. Nella piazza era prevista anche una struttura in teli tecnici nella zona centrale. Prima dell’estate, l’attuatore è venuto in commissione dicendo che per i costi lievitati avrebbe preferito non farla. Chiedendo di realizzare altre opere, all’interno delle previsioni di convenzione". A questo punto il municipio si trova di fronte ad un bivio. 

Le strade da imboccare sono due

Da una parte, restare all'interno del 10% del costo complessivo dell'appalto (circa 3 milioni di euro in totale), rispettando così le regole e limitandosi a modificare il testo dell'appalto, dovendo solo fare un passaggio in giunta. Oppure stralciare l'opera e ridistribuire i fondi all'interno del Piani di Recupero Urbano Laurentino, ma in questo caso i passaggi burocratici e politici si moltiplicherebbero: "Il rischio è che, imboccando la seconda via - continua Gagliardi - si possano impiegare tranquillamente quattro anni prima di concludere tutto". Considerando che il PRU Laurentino è stato adottato da una delibera consiliare comunale nel 2001 e ratificato nel 2005, aspettare altri quattro anni per le opere pubbliche sarebbe un'ulteriore schiaffo ai cittadini. 

PRU Laurentino: opere pubbliche attese da vent'anni ancora irrealizzate

Anche perché da convenzione, il PRU prevederebbe 38 interventi pubblici e 8 privati, ma se da una parte quelli privati sono quasi tutti avviati e in buona parte conclusi, quelli pubblici tutt'altro. E piazza Gabriella Ferri è un esempio chiaro: "Doveva essere pronta prima dell'apertura del centro commerciale - ricorda Gagliardi - poi però la giunta Raggi decise di far aprire la struttura, in deroga, nel 2020. Però i proprietari firmarono un atto d'obbligo nel quale si impegnavano a terminare le opere pubbliche entro un determinato periodo di tempo, pari a 20 mesi dalla firma dell'atto".

Il "Maximo" ha aperto ma le promesse non sono state mantenute

E questo non è successo: sono passati quasi tre anni da quando ha inaugurato il Maximo, era novembre 2020. La piazza non c'è ancora e adesso viene richiesto di apportare modifiche che compromettono la finalizzazione dell'opera: "Per ora come municipio non abbiamo dato risposta alle richieste del privato - conclude Gagliardi - e siamo consapevoli del fatto che competenti sul tema sono Comune e volendo anche la Regione. Dovranno mettersi loro a tavolino e decidere cosa fare". 

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