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Sabato, 15 Giugno 2024
Laurentino Laurentina

Così i 4 mercati plateatici di Roma sud diventeranno luoghi d'incontro e aggregazione

Laurentino, Vigna Murata, Spinaceto e Tor de' Cenci verranno completamente rivoluzionati grazie ad un progetto della facoltà di Architettura della Sapienza

A 15 mesi dalla firma del protocollo d'intesa con l'università Sapienza, ecco che il progetto di riqualificazione e rigenerazione di quattro mercati pleteatici di Roma sud è diventato realtà. Presentato nello spazio culturale La Vaccheria, al Castellaccio, riguarda luoghi di incontro, aggregazione e commercio simbolici per il IX municipio: Tor de' Cenci, Laurentino, Vigna Murata e Spinaceto. 

Il progetto di rigenerazione di quattro mercati plateatici nel IX municipio

Lo scopo è quello di rendere i quattro mercati plateatici spazi vitali, che abbiano non solo la loro funziona d'origine ma si aprano anche ad essere punto di riferimento, nel solco di un'ambizione dichiarata dell'attuale amministrazione capitolina, ovvero rendere non solo uno slogan ma anche realtà la famosa "città dei 15 minuti". Come fa sapere la presidente del IX municipio, Titti Di Salvo, il progetto presentato "è coerente con la scelta di rigenerare gli spazi pubblici del nostro territorio  - dice - e farli diventare spazi vitali con più funzioni. La condizione per farlo è fare rete e mettere in rete. E questo possono farlo solo le istituzioni". A settembre ci sarà un terzo step, con l'illustrazione del quadro completo degli interventi. 

L'orizzonte sono le capitali europee: "Saranno luoghi centrali"

A spiegare più nel dettaglio il progetto è stato il docente ordinario di Composizione Architettonica e Urbana Fabrizio Toppetti: "Lo scopo è farli assomigliare sempre di più a quelli che si trovano in capitali europee come Barcellona, Madrid e Copenaghen - le sue parole a La Vaccheria - . I mercati sono dei luoghi d’incontro, non sono soltanto dei luoghi dove si si compra o si mangia. E allora la prima questione è questa: è possibile trasformare i mercati plateatici del Municipio IX in luoghi centrali, in agorà, in punti d’incontro? La risposta è sì, se noi li adeguiamo, cioè se i mercati seguono questo sviluppo che oramai è assolutamente imprescindibile. In questo modo potranno certamente, in futuro, svolgere questo ruolo". Toppetti definisce il progetto dei 4 plateatici del IX come "di cura per la città, che in questi ultimi anni sta mostrando tutte le sue fragilità - prosegue - . Non abbiamo bisogno di crescere, abbiamo bisogno di rigenerare e di migliorare la qualità delle nostre città".

I 5 princìpi alla base del progetto

La strategia di rigenerazione pensata da Sapienza e dal team di architetti e urbanisti impegnato si basa su cinque princìpi. Il primo è quello di una definizione dei mercati, raccolta nel nome del progetto "I'm Market". Come spiega Toppetti "il mercato deve essere riconoscibile nel paesaggio urbano, deve dichiararsi come presenza e deve essere anche sentito, nel senso che chi lo vive deve sentirlo come proprio". Poi ci sono le connessioni, con la questione della prossimità "che torna in maniera molto chiara ed evidente  - aggiunge l'ordinario - nel ricucire dei sistemi anche di mobilità dolce attorno ai mercati, in modo tale che i mercati possano diventare degli snodi, delle percorrenze di quartiere". Poi c'è il senso di comunità, inclusività e sostenibilità "con l'idea che questi mercati possano funzionare anche attraverso un sistema di produzione di energia che li renda autosufficienti". Quindi definizione/identità, connessioni, comunità, inclusività e sostenibilità. 

L'indagine tra i frequentatori: "Per molti il mercato è casa"

Per capire cosa fosse basilare da considerare nella trasformazione dei quattro luoghi scelti, il team ha anche prodotto e diffuso un questionario, contattando 400 persone (100 per ogni mercato) e ottenendo indietro circa 200 questionari completati. Alcuni dati, spiega Toppetti, sono significativi: "Vigna Murata per esempio è l'unico mercato nel quale una percentuale molto alta degli utenti va a piedi - fa sapere - e il motivo è che il contesto urbano è più bello e camminabile. Mentre in tutti gli altri mercati il 70-80% delle persone va in macchina o comunque con i mezzi. Un altro tema molto interessante è scaturito dalla fine del questionario in cui abbiamo inserito una risposta aperta ad una domanda così formulata: 'il mercato per me è. Sono venute fuori delle indicazioni veramente preziosissime: il mercato è un quarto di casa, il mercato è amicizia, è socialità, è incontro, è un punto di riferimento, è il rapporto umano, è la mia mattinata, è sicurezza, è ritrovo. Tutto questo promette molto bene rispetto al progetto di farli diventare delle nuove centralità di scala locale".

"Pur nelle differenze che caratterizzano ogni mercato - conclude la presidente Titti Di Salvo - ciascun rifacimento, ognuno dei quali è fatto secondo criteri e utilizzando materiali sostenibili, ha lo scopo primario di ricavare un nuovo spazio pubblico multifunzionale, fruibile per il quartiere". 

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