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Accoltellati durante una rissa, il parco di via Sapori nato per la socializzazione trasformato in terra di bivacco

Il duplice accoltellamento di via Sapori per chi abita al Laurentino era prevedibile. Maurizio Filipponi del comitato di quartiere: “E’ successo quello che temevano. Lì da aprile segnaliamo bivacchi e litigi”

Il boulevard di via Sapori teatro degli accoltellamenti. Foto CdQ Laurentino Fonte Ostiense

In via Sapori, da qualche mese, all'imbrunire si vive in un clima irrespirabile. La rissa e gli accoltellamenti avvenuti nella serata del 26 ottobre, hanno infatti riacceso i riflettori su una condizione che, i cittadini, stanno cercando di portare allo scoperto.

Una situazione nota

“Quanto è accaduto, con il ferimento di quelle tre persone, rappresenta l’apice di una situazione che stiamo segnalando dalla scorsa primavera” ha osservato Maurizio Filipponi, portavoce del Consiglio di Quartiere Laurentino Fonte Ostiense. “Da aprile ci sono persone che, a partire dal tardo pomeriggio, s’incontrano nello square centrale di via Sapori. Bevono e poi discutono. Alle sei del pomeriggio sembrano già ubriachi” ha testimoniato Filipponi.

Il boulevard trasformato in un bivacco

Via Sapori è uno dei boulevard del Laurentino. L’area dove si è verificata la rissa è attrezzata con panchine, giardini e fioriere. Quegli arredi però, anzichè favorire la socializzazione tra i residenti, da qualche mese sono utilizzati come ritrovo da parte di persone che, con grida e schiamazzi, alimentano la preoccupazione dei residenti.

Le segnalazioni

La situazione era già stata segnalata al Municipio IX. “Gli amministratori di condominio e gli inquilini dei palazzi che affacciano su via Sapori, ci avevano ripetutamente informato dello stato in cui versa quello spazio. A nostra volta abbiamo girato le segnalazioni all’ente di prossimità, sperando che servisse per attivare le forze dell’ordine - ha spiegato il portavoce del CdQ - Quello che è accaduto il 26 ottobre ce lo aspettavamo, ma speravamo che le nostre richieste d’intervento potessero evitarlo”. Così non è stato. 

Un degrado da contrastare

“Se non si interviene, al degrado dei cassonetti non svuotati e degli sfalci non eseguiti, di cui soffre il quartiere  - ha avvertito Filipponi - si sommerà il degrado causato da chi crea un clima d’insicurezza”. Ed il sangue rappreso sulla pavimentazione dello square centrale, che i residenti hanno trovato, ne rappresentano la plastica dimostrazione.
 

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