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Maximo, il Laurentino presenta il conto: “Ecco le opere che servono al quartiere”

Il CdQ del Laurentino Fonte Ostiense hanno presentato un elenco di proposte finalizzate all’uso dei 2 milioni promessi dalla proprietà del Maximo

Le file all'ingresso del centro commerciale Maximo

Un sottopasso pedonale, un centro d’aggregazione, una ciclabile. E’ lungo l’elenco di interventi che i residenti del Laurentino si aspettano da ricevere dal centro commerciale Maximo.

Le risorse promesse

Parsec Spa, proprietaria dello Shopping Center recentemente aperto in via Laurentina, alla vigilia dell’inaugurazione ha annunciato l’intenzione di destinare due milioni di euro al quartiere. Si tratta di risorse che il privato ha intenzione di affidare al Comune affinchè, Roma Capitale, possa realizzare gli interventi richiesti dai residenti.  I fondi promessi da Parsec a valle di un lungo contenzioso che ha visto intervenire anche il TAR, sono stati inseriti in un atto d'obbligo. Un documento formale con cui la proprietà si è impegnata a realizzare anche la porzione di piazza pubblica che non è stata completata.

Le richieste del territorio

Dal momento che l’amministrazione cittadina non ha ancora chiarito come saranno raccolte le istanze del territorio, gli abitanti si sono organizzati. E tramite il Consiglio di Quartiere, una rete che raccoglie comitati e associazioni, ha indicato un nutrito numero di interventi. “Abbiamo elaborato alcune proposte finalizzate all’impiego dei 2 milioni  di euro messi a disposizione del quartiere a parziale risarcimento dei disagi provocati ai cittadini del Laurentino” si legge in un comunicato diramato dal CdQ Laurentino Fonte Ostiense. Quali sono questi interventi?

Lo studentato

Si parte dalla riqualificazione dell’ottavo ponte. "Lì vorremmo fosse realizzato uno studentato, in collaborazione con Roma Tre. Realizzando delle stanze con annessi servizi, per gli universitari, si finirebbe per attirare dei giovani in un quartiere che, anagraficamente, non è più giovane. Per quel ponte, il piano di rigenerazione urbanistica prevedeva un incubatore - ha spiegato Filipponi, portavoce del CdQ - noi invece vorremmo che venisse destinato agli studenti".

I casali e la ciclabile

Tra le opere richieste figura la ristrutturazione del casale diruto che si trova nella rotatoria tra via Silone, via Marinetti e via Celine. Ed anche la messa in funzione di un altro casale, già riqualificato, presente in via Gatto. I residenti auspicano possa essere destinato ad ospitare una sala matrimoni ed un museo del parco archeologico, oppure un centro di aggregazione giovanile. E' stata inoltre chiesta la realizzazione di una pista ciclabile su via Silone, che finirebbe per collegare la via Laurentina con via Levi, strada che procede in direzione Cristoforo Colombo.

Il sottopasso

Tra le richieste che il CdQ del Laurentino ha formulato, ce n’è una che è finalizzata a migliorare il collegamento pedonale tra il quartiere ed il centro commerciale, dove in futuro sarà realizzata anche la sede del Municipio. Poiché è impossibile tecnicamente realizzare la passerella pedonale prevista nel 2006, visto che nel frattempo su via Laurentina sono arrivati i pantografi del Filobus, il CdQ ha chiesto di puntare su un’opera ritenuta “fondamentale ed irrinunciabile”: il sottopasso. La richiesta è di dotarlo d’illuminazione, di un’impianto di videosorveglianza h24 e di un servizio di guardiania diurno. La gestione, auspica il CdQ, dovrebbe essere “garantita dal Maximo”. 

Aspettative onerose

L'elenco delle proposte che il territorio auspica, attraverso il Consiglio di Quartiere, sono pubbliche. E dimostrano, nella quantità e nella qualità delle opere richieste, quali siano le aspettative di chi abita al Laurentino. Realizzare tutti gli interventi elencati, rischia di costare più della somma messa a disposizione dalla proprietà di Maximo.  Un importo che lo stesso CdQ giudica "rilevante ma non sufficiente" a soddisfare le esigenze che, da tanti anni, il quartiere auspica siano soddisfatte. 

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