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Picchia madre e muore dopo arrivo polizia. Legale: “Nuovo caso Aldrovandi”

Il legale dopo l'autopsia: "Ci sono 12 costole fratturate e un'emorragia interna. Poliziotti sono andati sopra le righe". Il fratello: "Ce l'hanno ammazzato"

Quella che sembrava una morte naturale potrebbe rivelare nuovi inquietanti particolari, così la pensa l'avvocato Antonio Paparo che per descrivere quanto accaduto durante la morte di Luigi Marinelli dichiara: “Ci sono molte analogie con il caso Aldrovandi” (il 18enne studente ferrarese morto nel 2005 in seguito ad una colluttazione con gli agenti di polizia, poi condannati in primo grado a tre anni e sei mesi).

Il fatto risale al 5 settembre scorso, quando Luigi Marinelli, 49enne con problemi di schizofrenia, picchia sua madre e viene poi bloccato dagli agenti di polizia, poi dopo il loro arrivo, il malore e la morte di Marinelli.

A insinuare i dubbi sulla ricostruzione di quanto accaduto in quell'appartamento in via Francesco De Vico sono stati i primi risultati dell'autopsia sul corpo di Marinelli, ex tossicodipendente con problemi mentali. "Ci sono 12 costole fratturate - spiega l'avvocato leggendo minuziosamente il verbale - con un'emorragia interna in seguito alla lesione della milza. Insomma mi sembra un quadro clinico non compatibile con un arresto. C'è il rischio che gli agenti abbiano sbagliato molte cose". "Sicuramente - continua - sono andati sopra le righe nella procedura d'arresto".

A rincarare la dose di accuse nei confronti della polizia è però il fratello di Luigi Marinelli, Vittorio, che di professione fa l'avvocato ed è pronto a procedere per vie legali nei confronti dei poliziotti. "Ce l'hanno ammazzato loro - sostiene - lo dimostra anche l'autopsia". "Lunedì scorso - è la ricostruzione di Vittorio, testimone oculare di quanto accaduto nell'appartamento di via Francesco De Vivo - dopo la chiamata di mia madre, si sono presentati tre bravissimi agenti di polizia che erano riusciti a calmare Luigi conquistandosi la sua fiducia. Ma quando mio fratello voleva uscire di casa per raggiungere la fidanzata lo hanno bloccato, e direi giustamente dato che era ancora su di giri". Proprio quel gesto ha scatenato l'ira di Luigi che ha provato a divincolarsi.

"I tre agenti non riuscivano a tenerlo così hanno chiamato rinforzi - ricorda il fratello - Poco dopo è arrivato un quarto agente, un vero energumeno, che è saltato addosso a mio fratello ammanettandolo e bloccandolo violentemente contro la porta spingendo con il ginocchio contro la sua schiena". "Mi sono subito accorto che qualcosa non andava e ho gridato immediatamente di togliergli le manette, ma non avevano le chiavi", continua. "Solo con l'arrivo di altri agenti con le chiavi, i poliziotti sono riusciti a liberare mio fratello che però era ormai esanime a terra. Inutile l'arrivo del 118. Ormai era morto - sottolinea Vittorio Marinelli - gli operatori dell'ambulanza, arrivati in ritardo di un'ora, non dovevano portare via il corpo". "E pensare che gli agenti non sono stati capaci neanche di fare la respirazione bocca a bocca, l'ho dovuta fare io - conclude -, poi loro hanno provato inutilmente a fare un massaggio cardiaco".

Per il momento non c'è alcuna notizia di reato, né alcuna denuncia nei confronti degli agenti. Per avere un quadro più completo di quanto accaduto lunedì e per capire anche le cause del decesso bisognerà attendere la conclusione dell'autopsia, in particolare dell'esame del cuore, affidato ad un'equipe di esperti. (Fonte Ansa)

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