EurToday

Filobus fermi, monta la protesta: “Gli autobus sostitutivi hanno una capienza ridotta”

L’assenza di un contratto di manutenzione, scaduto a maggio, sta comportando sempre più disagi al trasporto pubblico. Dal Municipio al Campidoglio si riaccendono i riflettori sul disservizio

Non sono bastati sei mesi per risolvere il problema. Dal primo maggio 2020 il servizio di trasporto pubblico non può fare più affidamento sul contratto di manutenzione dei filobus. Il risultato e che, progressivamente, tutti i mezzi della Breda Menarini si sono guastati. E nessuno ha provveduto a ripararli.

Un corridoio della mobilità insostenibile

“Erano tornati in strada solo per un breve periodo - ha ricordato la consigliera democratica Ilaria Piccolo - ed ora sono di nuovi tutti fermi”. Significa che, sul corridoio della mobilità, non ci sono più mezzi circolanti che facciano uso del prezioso sistema di elettrificazione. Quindi anche il 74, l’unica linea che, percorrendo la distanza tra Fonte Laurentina ed il capolinea della Metro B,  faceva ricorso a quel tipo di alimentazione, ha dovuto rinunciarvi. Di sostenibile, da mesi, non c’è più nulla sul corridoio della mobilità.

Ridotta capacità degli autobus sostitutivi

C’è anche un altro problema, di carattere ancor più stringente. “I filobus hanno una capacità nominale di 135 passeggeri, mentre i mezzi sostitutivi  che si stanno utilizzando da mesi al loro posto, sono in grado di accogliere al massimo  96 persone” ha ricordato il consigliere municipale Alessandro Lepidini (PD). Il consigliere democratico, il 4 novembre ha presentato una proposta di risoluzione, che prevede un’interpellanza alla Sindaca, in merito al ripristino dei filobus sulla via Laurentina.

L'importanza dei filobus

Non c’è solo il Municipio IX ad interessarsi della vicenda.  “Con il nuovo decreto emanato dal Governo, la situazione è ancora più preoccupante” ha sottolineato Piccolo, perchè impone una capienza ridotta al 50%. A maggior ragione quindi “Quei 45 filobus sarebbero ancora indispensabili ma invece, dopo oltre sei mesi, sono ancora in deposito”. Se è vero che è sconsigliato il ricorso ai mezzi pubblici, è altrettanto innegabile che, chi non dispone di un mezzo di trasporto personale, deve necessariamente farvi ricorso. Ed è valido a maggior ragione se si abita lontani del centro cittadini.

Penalizzate le periferie

I residenti dei quartieri più periferici, inoltre, hanno immediatamente contestato la riorganizzazione del servizio di trasporto pubblico che è stata messa in atto per fare spazio ai filobus. Anzi al filobus, il 74, visto che le linee 72 e 73 non sono mai passate all’elettrificazione. Eppure per portare questi bus sul corridoio, sono stati causati enormi disagi per chi vive fuori dal Raccordo Anulare. E non solo

Riflettori accesi

“Alle tante interrogazioni già presentate, ad oggi, non abbiamo avuto ancora nessuna risposta. Chiediamo una commissione mobilità urgente che, qualora non venga convocata, ci rivolgeremo direttamente alla commissione trasparenza presieduta dal Presidente Marco Palumbo” ha dichiarato la consigliere capitolina Ilaria Piccolo. Dopo sei mesi trascorsi in deposito, i filobus, hanno riacceso la protesta.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, Lazio zona arancione? Oggi la decisione

  • Coronavirus, nel Lazio chiusi negozi e supermercati alle 21: la nuova ordinanza della Regione

  • Centro commerciale Maximo di Roma: ecco quali sono i negozi presenti all'interno

  • Coronavirus Roma, Matteo si fa ricoverare insieme allo zio down positivo al Covid: "Non potevo lasciarlo solo"

  • Sciopero trasporti mercoledì 25 novembre: a rischio metro, bus, treni e pullman Cotral

  • Coronavirus, a Roma 1305 nuovi casi. Nel Lazio 80 morti nelle ultime 24 ore. I dati del 18 novembre

Torna su
RomaToday è in caricamento