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Discariche abusive e roghi soffocano l’agro romano: presentata un’interrogazione al Governo

Tra i 5mila ettari di agro romano soggetti al vincolo Bondi, proliferano discariche abusive e fenomeni che penalizzano il paesaggio. Chiesti interventi al Mibact per salvaguardare l’area e contrastare il degrado

Una distesa di rifiuti in località Falcognana. Foto d'archivio

C’è un vincolo paesaggistico che sta per compiere dieci anni. E’ destinato a tutelare una particolare area della Capitale, quella compresa tra via Laurentina e via Ardeatina. Tra roghi e discariche, tuttavia, quel quadrante non sembra particolarmente tutelato. Per questo, al ministero che aveva deciso di salvaguardarlo, è stato chiesto di prendere provvedimenti.

Il vincolo Bondi

Il territorio compreso tra Fonte Laurentina, la Cecchignola, Tor Pagnotta, Castel di LEva, Falcognana, Santa Fumia, Solforatae Cecchignola nell’estremo sud della Capitale, ci sono 5400 ettari vincolati. Il Mibac, con un decredo risalente al 25 gennaio 2010, aveva deciso di presevarli. Quei territori costituiscono “l’ambito meridionale dell’agro romano”. E per questo sono soggetti ad una tutela paesaggistica, il cosiddetto vincolo Bondi. Compre una superficie che si estende su 5400 ettari, tra la Riserva di Decima Malafede ed il parco dell’Appia Antica. 

L'interrogazione parlamentare

Quel quadrante, nonostante vari fenomeni sparsi di urbanizzazione, “conserva un’alta qualità paesaggistica, riconducibile ai tratti tipici del paesaggio agrario della campagna romana”. Il virgolettato è tratto da un’interrogazione che la il senatore leghista William De Vecchis ha presentato al Mibact. Nel documento, oltre a citare le ricchezze d’ un territorio disseminato di “antichi casali”, vengono ricordate anche quali sono le recenti minacce.

I rifiuti nella terra dei fuochi

Il senatore leghista ha segnalato al Mibact la presenza di numorose discariche che, "in totale dispregio del vincolo paesaggistico" sono sorte sfruttando le tante cave abbandonate di pozzolana e di sanpietrini”. Il fenomeno era stato segnalato anche dai residenti che, con un dettagliato dossier, erano riusciti a catalogare gli accumuli di rifiuti che erano stati sparsi nel territorio. Rifiuti che, talvolta, sono riusciti ad alimentare roghi incendi durati per giorni. Tanto da far etichettare, una delle zone soggette al vincolo, come "la terra dei fuochi" romana.

I fenomeni di degrado

“L'inerzia nel contrasto di questi comportamenti illeciti è stata considerata una sorta di autorizzazione ad azioni come sversamenti illegali lungo le strade principali passaggio di TIR su strade secondarie con divieto di transito, prostituzione, bracconaggio, accampamenti abusivi e roghi, che hanno fortemente compromesso il territorio rurale e agricolo che doveva essere valorizzato dal vincolo” ha ricordato il senatore leghista.

La richiesta d'intervento

Per questo, al Ministro Francheschini, è stato chiesto quali iniziative il Mibact adottare a tutela dell'area sottoposta a vincolo. Il degrado è stato raccontato in molte occasioni dalle persone che abitano quel quadrante di cui, al tempo stesso, è stata spesso celebrata la bellezza. Ora si chiede al governo Conte d'intervenire per preservarne l'integrità. Come il vincolo Bondi, con alterne fortune, in dieci anni ha tentato di fare.

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