Laurentino Laurentina / Viale Ignazio Silone

Disabilità nel Municipio IX: "Per l'assistenza domiciliare ci vogliono anche 5 anni d'attesa"

La Consulta della Disabilità, elenca i numeri delle persone con disabilità che hanno fatto richiesta di assistenza domiciliare. Meno del 20% otterrebbe a tempo debito le risorse economiche per pagare operatori e badanti

La condizione cui molti cittadini del Municipio IX sono costretti a vivere, non è delle migliori. Lo ha ricordato anche la Presidente della Consulta della Disabilità, in occasione dell'incontro che il Presidente Santoro ha indetto in Sala Consiliare e durante il quale sono state raccolte le testimonianze del "Municipio migliore".

ASSISTENZA DOMICILIARE - A margine dell'appuntamento, la Vicepresidente della Consulta ha sintetizzato in cifre,  la condizione in cui vivono molti residenti del territorio municipale. "Le persone disabili seguite dal SAISH, ovvero dall'assistenza domiciliare sono 338 – ci spiega la signora Rosaria Uccello – di queste 147  sono quelle in lista d’attesa, di cui 11 con alto livello assistenziale. Si tratta cioè di persone che hanno bisogno di assistenza continua per la grande complessità della patologia ed a cui non viene dato alcun tipo di aiuto 'per mancanza di risorse'.  Alcune – sottolinea la Vicepresidente della Consulta – sono in attesa di essere prese in carico anche da 5 anni e più". 

I RITARDI NEI PAGAMENTI - Restringendo il campo, si scoprono anche altri problemi. "Delle 338 persone con disabilità di cui dicevo, solo 32 sono in assistenza indiretta, cioè non vengono seguiti dalle cooperative, ma ricevono dal municipio una cifra mensile in relazione al loro bisogno assistenziale, col quale pagano gli operatori o i badanti  scelti da loro stessi. Tutti  –  ci spiega la signora Uccello – lamentano grossi, continuati ritardi nell’erogazione di queste mensilità . Dal mese di agosto  solo 4 hanno ricevuto quanto spettante. Molti non ce la fanno più ad anticipare queste somme ed hanno dovuto interrompere il rapporto con gli assistenti, con tutto quello che ciò comporta nella loro vita di tutti i giorni". La cosa più scoraggiante in assoluto è che "Spesso si tratta delle stesse persone che, in ragione della loro gravità, non trovano posto nei centri diurni dove si preferiscono situazioni forse più leggere e meno onerose".

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