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Centro commerciale Maximo, il Campidoglio contesta l’apertura: “Prima le opere pubbliche”

Dalla maggioranza all’opposizione comununale, un coro di proteste per la scelta della proprietà di annunciare, in maniera unilaterale, l’apertura dello shopping center di via Laurentina

E’ stato definito “Un atto arrogante”, “provocatorio” e “sconsiderato”. Dal Campidoglio l’annuncio della data di apertura del Centro Commerciale Maximo, comunicata dalla Parsec 6, ha scatenato una pioggia di aggettivi. E di proteste.

L'ordinanza del Tar e l'annuncio dell'apertura

La proprietà dello shopping center ha dichiarato l’intenzione di aprire i 60mila metri quadrati realizzati in via Laurentina, il prossimo 27 novembre. La decisione è stata presa a margine dell’ordinanza emessa dal Tar, che chiedeva al Campidoglio di adottare “tempestivamente ogni provvedimento utile ed opportuno che sia finalizzato a cooperare con la ricorrente (Parsec 6 ndr)  per consentirle la più celere apertura del Centro Commerciale”. Roma Capitale, dopo l’iniziativa del giudice amministrativo, ha convocato una commissione Urbanistica i cui risultati, al netto dell’annuncio della prossima apertura e dei successivi commenti dei consiglieri che ne fanno parte, appaiono inconcludenti. Ma facciamo un passo indietro.

Le origini del contenzioso: le opere mancanti

Il centro commerciale, previsto da una convenzione urbanistica che era stata sottoscritta da più soggetti privati, prevedeva la contestuale realizzazione di alcune opere pubbliche. Parte di queste non sono state realizzate (l’edificio destinato al Municipio IX) o completate (un parcheggio ed una piazza pubblica), per questioni legate ai rapporti interni tra le diverse aziende che avevano firmato la convenzione. Aziende che, nel corso degli anni, hanno conosciuto anche delle trasformazioni. Ma il Campidoglio considera i soggetti privati responsabili in solido della convenzione. Parsec invece, proprietaria del centro commerciale, avendo realizzato le opere di propria stretta competenza, ritiene di aver assolto al proprio compito. Da qui origina il contenzioso finito davanti al giudice del TAR che ha riconvocato le parti, in Camera di Consiglio, per il 14 dicembre.

Le attività commerciali dello shopping center

Le reazioni dei grillini

Tra l’ordinanza del Tar e la comunicazione dell’apertura, la commissione URbanistica era tornata ad interessarsi della questione. Ed è proprio il suo presidente, il pentastellato Carlo Maria Chiossi, che ha definito il recente “annuncio unilaterale” di Parsec, “un atto sconsiderato, arrogante verso il Comune  e senza rispetto” per quanti “attendono di poter lavorare nel centro Maximo”. La notizia della prossima apertura è stata invece accolta con “sconcerto” dalle consigliere grilline Alessandra Agnello e Donatella Iorio che hanno tenuto a precisare, come fatto dal collega che presiede la commissione urbanistica, che !Il centro commerciale senza le opere pubbliche non apre”.

L'accusa del PD

Per Giulio Pelonzi, il capogruppo capitolino del PD, il nuovo annuncio è “un atto arrogante e provocatorio verso l'amministrazione Capitolina, verso i cittadini del Municipio IX, verso il TAR del Lazio”. Il democratico, come i pentastellati, ha ribadito ciò che “deve essere chiaro a tutti i soggetti coinvolti” ovvero che  “l'apertura del centro commerciale sarà consentita solo dopo l'adempimento degli obblighi presenti in convenzione”.

Il silenzio della Giunta

Anche dal gruppo misto  e dal centrodestra la comunicazione di Parsec è stata accolta con stupore. Ma sia l’ex pentastellata Cristina Grancio che il capogruppo di Fratelli d’Italia Andrea De Priamo, hanno puntato il dito anche verso le responsabilità di chi governa la città. La prima presentando un’interrogazione alla Sindaca ed all'assessore all'Urbanistica Luca Montuori, per sapere “quali iniziative sono state messe in atto per verificare la corretta esecuzione degli obblighi a carico del privato”.  Il secondo ha invece espressamente invitato “Raggi e l’Assessore a rompere il silenzio” ed a dire “se intendono far rispettare gli indirizzi espressi dall'aula e in teoria condivisi anche da loro".

Il dialogo interrotto

La posizione dei consiglieri capitolini, che in linea generale si dichiarano sensibili ai tanti posti di lavoro che Maximo genera, è che il centro commerciale non possa aprire prima che siano completate le opere pubbliche. La questione, se non riprende il dialogo con la proprietà, rischia di trascinarsi tra annunci e smentite. Per ora, senza soluzione di continuità.

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