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Ristrutturato ed abbandonato: i residenti del Laurentino reclamano il casale di via Gatto

"I lavori di ristrutturazione sono terminati più di un anno fa. Tra poco la vegetazione tornerà ad inghiottirlo"

Rendering del casale di via Gatto

C’è un bellissimo casale in via Alfonso Gatto, perfettamente ristrutturato, che i residenti vorrebbero fosse reso fruibile. E' un po' nascosto, si trova su un terrapieno alle spalle di via Francesco Sapori ed è inutilizzato. I lavori per rimetterlo a nuovo, inziati nel settembre del 2013, sono però stati ultimati da tempo.

Un destino opaco: che ne sarà del casale?

Ristrutturato e abbandonato” si legge in una locandina del Consiglio di Quartiere affissa dai cittadini sui muri del Laurentino. “L’intervento con il quale il bellissimo edificio è stato rimesso a nuovo, si è concluso circa un anno fa. Purtroppo però, sul destino del casale è calato il silenzio e dal Municipio non trapelano informazioni – spiega Maurizio Filipponi, del direttivo del CdQ – ricordo che l’ex Presidente Santoro propose di farne il museo del parco, per custodire i numerosi i reperti archeologici rinvenuti nella nostra area verde. Contestualmente si era lanciata l’idea di spostarvi la sede dove celebrare i matrimoni civili, attualmente officiati in una stanza del primo ponte”. Niente di tutto questo è stato però realizzato.

La storia del casale

Per quanto riguarda la storia di quell’edificio “fa parte dei Casali della Massima, una zona molto ricca di grano, tant’è vero che lì la mietitura durava quattro giorni. In quell’area abitava una famiglia di mezzadri che era molto numerosa – racconta Maurizio Romano, presidente dell’Associazione i Casali della Memoria – ma non erano dediti solo alla mezzadria. Alcuni dei figli infatti, per ragrannellare qualche soldo in più, si davano da fare anche nelle tante cave della zona”. Quel pezzo di storia, dopo un lungo oblio, potrebbe essere recuperata. Magari proprio per realizzarvi un museo dell’Agro Romano meridionale.

Ristrutturato e abbandonato all'incuria

Ad un anno di distanza dal termine dei lavori, il casale sembra abbandonato. “E’ semi-nascosto dalla vegetazione che, nel frattempo, è copiosamente ricresciuta – osserva l’attivista del Consiglio di Quartiere – ed è un peccato perché per anni è stato inutilizzato. Ricordo una bandiera di Romanatura, che probabilmente aveva la disponibilità di una parte di quel bene. Ma sinceramente non è mai stato messo a disposizione della collettività”.

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