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Viale Avignone: luci e ombre del nuovo impianto sportivo

La struttura, consegnata alla Federazione Italiana Hockey per supportare la disciplina nella Capitale, secondo alcuni residenti sarebbe stata realizzata utilizzando fondi destinati ad aree verdi

Una doccia fredda.

Lo sport in cambio del verde. Il bell’impianto sportivo, che il Comune di Roma ha recentemente concesso alla Federazione Italiana Hockey  “per non pregiudicare la continuità agonistica del movimento hockeistico romano” come si legge nella  delibera comunale n.63/2011, sarebbe stato realizzato utilizzando fondi destinati ad altro.

Distrazione di fondi. Sul blog dell’Associazione Castellaccio Verde, costituita dai residenti del piccolo quartiere a ridosso delle due torri, è scritto chiaramente quanto segue:  “La costruzione dell'impianto ha distratto fondi del piano di zona dalla realizzazione del parco pubblico; è stata cioè irregolarmente realizzata un'opera di urbanizzazione secondaria al posto di una primaria”.
L’opera che si doveva portare a termine, per compleare il Piano di Zona del Castellaccio, era un’area verde su cui, da sempre, i residenti temono si voglia edificare un  ennesimo Punto Verde Qualità.

Un'occupazione sui generis. Ma c’è un altro punto, che viene contestato. Sul sito di Roma Capitale, il giorno dell’inaugurazione veniva riportato che “l’impianto di Via Avignone è stato concesso da Roma Capitale alla Federazione Italiana Hockey e viene ufficialmente consegnato dopo un periodo di ‘occupazione’ non autorizzata”. L’espressione utilizzata, non è piaciuta ai residenti del Castellaccio che, dal loro portale, hanno precisato come “l'Associazione Dilettantistica Sportiva Roma 70 ha investito molto nella ricostruzione dell'impianto e quello che viene ora definito autore di una occupazione, ha potuto operare sotto la luce del sole e con il riconoscimento di tutte le utenze comunali, dalla luce all’ acqua”.

Luci ed ombre. In sostanza, ci sono delle ombre che si nascondono dietro ad un’operazione tesa a favorire uno sport in crescita. Una disciplina penalizzata da “lavori di ristrutturazione del Tre Fontane – di cui ha la concessione ad utilizzare i campi già dal 2008 – ma la cui conclusione non è al momento ipotizzabile”  come si legge nella stessa delibera comunale ? Di certo possiamo affermare che, ad oggi, il Parco del Castellaccio, opera primaria rivendicata dai suoi residenti, non è stato realizzato. Mentre l’impianto di Viale Avignone, sempre previsto nel piano di zona, è ad un passo dall’essere finalmente utilizzato. Dopo anni di incuria e di abbandono.  
 

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