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Un impianto di compostaggio nella Riserva? Il Municipio sapeva da maggio

Il Municipio corre ai ripari con sei mesi di ritardo

Nella foto un laghetto della Solfatara

Un impianto di compostaggio e lombricompostaggio nel perimetro di una riserva naturale. Non è la prima volta che una proposta del genere viene avanzata nella zona della Solfatara. In passato però le istituzioni si sono mosse per tempo,  hanno fatto quadrato. Ed il progetto che prevedeva di realizzare l'impianto di biocompostaggio più grande d'Europa, è stato bloccato.

Il nuovo impianto al km21 della Laurentina

Nel novembre del 2017  però, il pericolo si è ripresentato alla porta. Questa volta, a dare la notizia del nuovo impianto, sono stati i cittadini del Comitato Cinque Colline. Si sono infatti accorti che al chilometro 21 della via  Laurentina, era stata rilasciata l'autorizzazione a realizzare una struttura adibita al trattamento della frazione organica. Un complesso di dimensioni non dissimili da quello già esistente a Maccarese. A differenza di quanto accaduto con il biodigestore, per quest'ultimo impianto l'iter autorizzativo si è già concluso. Un'amara sorpresa, perchè nessun residente delle Cinque Colline ne era stato informato.

L'amara scoperta

All'impianto di compostaggio, è stata anche dedicata una commissione Ambiente in Municipio IX. Si è svolta martedì 5 dicembre  ed è stata foriera di interessanti novità. "Abbiamo scoperto che la Giunta sapeva tutto da maggio, ma fino ad oggi avevano detto l'esatto contrario" annuncia il Consigliere Massimiliano De Juliis (FdI). Pertanto, "da maggio ad ottobre avevamo ben cinque mesi per confrontarci con i cittadini, informarli, fare i dovuti approfondimenti e adeguate osservazioni". Ma così non è andata. Con buona pace della trasparenza e della partecipazione.

L'accesso agli atti

A denunciare il silenzio della maggioranza pentastellata, è intervenuto anche il Consigliere Alessandro Lepidini (PD). E' stato proprio il democratico infatti a scoprire, grazie ad un accesso agli atti, che la Giunta D'Innocenti era stata informata da tempo "A maggio il Municipio IX aveva la possibilità di intervenire in maniera efficace, ma non si è mosso. Ed è grave non solo che, essendo al corrente del procedimento, non abbiano fatto nulla. Perchè è grave anche che abbiano tenuto all'oscurso i cittadini e l'opposizione".

Un'area definita inappropriata

A fine di maggio, sulla scrivania  del Presidente D'Innocenti era arrivata una lettera. Si trattava della richiesta di parere in merito alla procedura di rilascio dell'Autorizzazione Integrata Ambientale. E' arrivata a pochi giorni dall'apertura della Conferenza dei Servizi sull'impianto, ed il Minisindaco ha espresso un parere negativo. In considerazione della vulnerabilità ambientale del sito di Solfatara, il Municipio ha dichiarato che  l'area prescelta era "inappropriata". Un'indicazione che però, in Conferenza dei Servizi, non ha avuto praticamente alcun peso.

Silenzi e ritardi dei Cinque Stelle

"Anche Roma Capitale e città Metropolitana, tutti enti a guida 5 stelle, sono rimasti in silenzio" incalza Lepidini. E' anche vero che il parere al Municipio IX è stato chiesto solo ad una decina di giorni dall'apertura della Conferenza dei Servizi. "Ma io ritengo che non si sia fatto abbastanza – fa notare il consigliere Democratico – la Giunta poteva firmare una Memoria ed il Consiglio Municipale avrebbe potuto così votare un documento conseguente. Questo iter avrebbe dato maggior peso, alla posizione che il nostro Ente poteva esprimere". Ma così non è andata. Ora, a distanza di sei mesi,il M5s  ha provato a correre ai ripari. "In Commissione Ambiente i Cinque Stelle hanno votato un testo, che porteranno poi in Consiglio. Ma dovevano farlo a maggio. Ora a che serve, se non a provare a salvare la faccia con i residenti?" obietta il consigliere Lepidini. La tempistica è in effetti sospetta. L'obiezione è accolta.

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