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Vigna Murata: ancora irrisolto il contenzioso su Villa S. Rita

Il CdQ ed il Comune vorrebbero che l'edificio, ancora gestito dal Consorzio Fonte Meravigliosa, fosse restituito al quartiere, carente di strutture sociali e aggregative

Fonte Meravigliosa, Prato Smeraldo, Vigna Murata. Tutti quartieri accomunati dalla carenza di servizi. Non soltanto di trasporto pubblico e di scuole d’infanzia si avverte la necessità. Quello che manca, in effetti, è un polo aggregativo, una struttura in grado di accogliere la domanda di residenti, in buona parte giovani, che desiderano un luogo dove potersi incontrare, progettare e realizzare le proprie iniziative socio culturali.

Villa Santa Rita. Ebbene, nel quartiere esiste un edificio potenzialmente in grado di supportare le istanze descritte: villa Santa Rita.
“La prima volta che mi sono occupata del quartiere – ricorda l’Avvocato Carla Canale, Presidente del CDQ Vigna Murata -  ho preso le carte del Piano di Zona ed è emerso che l’edificio novecentesco che sta all’interno del quartiere – appunto il Santa Rita – 1000mq di edificio e 3900 di giardino, in realtà era a destinazione pubblica: come servizio pubblico primario.
E nonostante questo, lo possiede dall’87 il Consorzio Fonte Meravigliosa, realtà che si è occupata di edificare una parte del quartiere di Vigna Murata, destinandolo ad uso privato, per feste, matrimoni,  e cerimonie varie”.

Il contenzioso. Ma un luogo del genere, originariamente un orfanatofrio gestito dalle suore, ha potenzialità enormi che trascendono l’uso che se ne fa. Al punto da divenire oggetto di contenzioso tra Comune e Consorzio.
“ Come CDQ nel luglio 2009 abbiamo fatto una diffida con 1300 firme dei cittadini richiedendo che il Comune ed il Consorzio, ciascuno per la propria competenza, desse seguito al PDZ con la conseguente assegnazione delle aree pubbliche – ricorda l’Avv. Canale –a seguito di questa iniziativa ci sono stati incontri con la segreteria del sindaco e, successivamente, l’avvocatura  del Campidoglio ha fatto causa per riprendersi il bene”.
 Causa vinta in primo grado, ma ancora pendente in secondo, dal momento che il Consorzio ha deciso di appellarvisi, sollevando, contestualmente,un’accezione di giurisdizione.  

Le intenzioni dei residenti. “Noi vorremmo prendere l’edificio – chiarisce la Presidente del CdQ Vigna Murata- e lo vorremmo destinare a quello che manca nel  quartiere e cioè un centro socio culturale, un ritrovo sia per giovani che per anziani, con eventualmente annessa biblioteca comunale. Ma bisogna prima di tutto vedere in che stato versa l’edificio, visto che il Consorzio ne ha risistemato solo il piano terra. Ma per farlo, bisogna necessariamente entrarci”. E per riuscirci, bisogna aspettare il verdetto dell’udienza che si tenuta il 16 aprile in Consiglio di Stato e di cui, a giorni, verrà trasmessa la sentenza.
 

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