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Elezioni Municipio IX, Di Salvo: "Serve competenza per mettere a disposizione del territorio le risorse in arrivo dall'Europa"

La candidata di centrosinistra commenta il risultato del primo turno e lancia la sfida per il ballottaggio. Con un appello: "C'è bisogno di democrazia, i romani vadano al voto"

Titti Di Salvo è approdata al secondo turno con un 4% di consensi da racuperare al candidato di centrodestra. Per succedere ai cinque stelle, accusati di essere "irrilevanti" sul piano istituzionale,  punta sulla ricostruzione di una comunità, attraverso le consulte. Ma anche sull'istituzione d' un tavolo di "rappresentanze sociali ed economiche" che sappia veicolare sul territorio le risorse economiche in arrivo. 


Di Salvo, partiamo dall’analisi del voto. Balza all’attenzione la scarsa affluenza alle urne ed il crollo del M5s. Sono due dati correlati a suo avviso?

Penso di no. Da un lato c'è un'astensione particolarmente preoccupante. Lo è soprattutto perchè questo tipo di tornata elettorale, le amministrative, avevano storicamente fatto registrare una maggiore partecipazione. Ma d'altra parte la causa del non voto  non è legata all'andamento del consenso delle varie forze in campo. Direi che è piuttosto la conseguenza che provano, le persone, nei confronti della politica.

Lei deve recuperare qualche punto percentuale. La preoccupa la possibilità che possano diminuire ulteriormente gli elettori, in un appuntamento, quello del ballottaggio, solitamente meno sentito?

Non mi preoccupa per il mio risultato. Però sono preoccupata in generale sull’astensionismo perché c’è molto bisogno, in questo momento, di una prova democratica. I segnali che ci sono stati, penso all’assalto alla sede della CGIL ed ai sommovimenti che attraversano la città, dimostrano che c’è bisogno di una risposta democratica e sarebbe bello che questa arrivasse proprio con il voto. L’unica risposta alle violenze squadriste è la democrazia. Per questo auspico fortemente che le persone vadano a votare.

Nel suo territorio il M5s è arrivato terzo. Secondo lei è dovuto al fatto che chi l’ha amministrato è stato più bravo di Raggi, visto che la sindaca è arrivata quarta, o ci sono altre spiegazioni?

La candidata del m5s, nel territorio, ha avuto un risultato personale significativo. E’ stato espresso un apprezzamento nei suoi confronti, che è stato superiore rispetto a quello attribuito alle sue liste. Mi sembra comunque in linea con il sentiment cittadino, visto che anche Raggi ha preso molte preferenze personali. Il giudizio sull’amministrazione pentastellata che i cittadini mi hanno più volte rappresentato è stato quella della totale irrilevanza. Non è stata avvertita la presenza delle istituzioni. E d’altra parte, il giudizio sull’amministrazione, è stato espresso dai cittadini con il voto.

Quali sono, a suo avviso, i principali errori che sono stati commessi nel territorio dal M5s?

Nel territorio, dall’Eur all’Agro pontino, anche a prescindere dagli schieramenti politici, ho sentito spesso ripetere, come dicevo, che la presenza delle istituzioni municipali è stata irrilevante. Una cosa che è stata tradotta con vari esempi, ad esempio non rispondendo alle email né alle richieste d’incontro. Non mi è stato riportato il giudizio su una cosa che è stata fatta male. La critica è venuta ancor prima di questa valutazione: sono stati considerati assenti.

Passiamo alla sua proposta elettorale. In caso di vittoria, ha già deciso quali sono i primi interventi da mettere in campo?

Nei primi cento giorni punto sulla costruzione di una partecipazione democratica. Significa lavorare per l’insediamento delle consulte del verde, dei Comitati di quartiere, dei giovani e delle donne. Le consulte sono luoghi di formazione di opinioni sui singoli temi, che poi si relazionano con la Giunta per costruire le scelte di governo. E’ una cosa che riguarda il modello di amministrazione e che mette in rete grandissime energie civiche. Un’altra cosa da fare è un patto per lo sviluppo e la crescita del territorio, mettendo attorno ad un tavolo rappresentanze sociali ed economiche per definire insieme quali sono gli atti da fare: abbiamo difronte a noi mesi in cui arriveranno molte risorse europee ed abbiamo bisogno, in brevissimi tempi, di progetti che riguardino temi del nostro territorio rispetto ai quali attingere alle risorse.

Nel corso di 5 anni, quali obiettivi pensa di raggiungere nel suo territorio? 

Voglio ricostruire una comunità. Per struttura morfologica del territorio, per l’assenza di collegamenti e per la carenza di spazi sociali, non c’è una comunità. Mi prefiggo quindi di impiegare il patrimonio pubblico inutilizzato, per metterlo a disposizione dello sport e della cultura giovanile. Voglio portare una biblioteca ed un teatro in ogni quartiere. Punto sul migliorare i collegamenti, prolungando la linea B, lavorando sui parcheggi di scambio e con l’aiuto della Regione miriamo al miglioramento della Roma Lido con l’apertura di due stazioni. Mi propongo inoltre di fare di questo territorio il Municipi dell’innovazione, sia dal punto di vista di chi lavora nella pubblica amministrazione, sia nei servizi resi ai residenti, per migliorare la loro qualità della vita.

Ed in caso di vittoria ha già pensato come intende costruire la sua squadra di governo municipale? 

No, ma ho in mente dei criteri. Sara una Giunta di donne e uomini, rappresentante al cinquanta per cento, e di persone competenti e liberi. 

Ultima cosa. Nel caso di elezione del centrodestra, che Roma e che municipio ci dobbiamo attendere?

La mia opinione è che Roma per cambiare registro ed uscire dal declino ha bisogno della competenza e della visione. C’è una convergenza molto importante in questi anni: le risorse del PNRR e del Giubileo e se lavoriamo bene quelle per l’Expo 2030. Per fare queste cose, ci vogliono competenze. Io penso che Gualtieri sia oggettivamente più competente di Michetti. Le persone devono scegliere il sindaco e la presidente di municipio migliore per fare queste cose. In caso di vittoria del centrodestra, mi aspetto una città che non saprebbe cogliere l’opportunità di questa fase, perché il centrodestra non ha nè la visione né le competenze.
 

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