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Discarica Falcognana, Presidio: “Zingaretti, occupati di far pulizia nei tuoi uffici!”

Tra un dirigente indagato per associazione a delinquere, ed un altro che ha patteggiato per abuso d’ufficio, il Presidio sbotta: “Zingaretti ha la mondezza nei suoi uffici, non la porti a Falcognana”

Il Presidente della Regione Lazio, è sempre più al centro  delle critiche del Presidio No Discarica. Da molti additata come la componente di sinistra della protesta, forse per la presenza di Alessandro Lepidini (Pd) nel ruolo di ruolo di suo Presidente, il Presidio sta mostrando invece una certa autonomia rispetto alle più alte sfere della politica.

IL GRANDE BLUFF - Ne consegue la volontà di articolare un'azione ed una proposta anche al di fuori del sedime partitico, cosa che permette di non indugiare in sconti o benevoli ripensamenti verso chicchessia.  “Nicola Zingaretti continua a bluffare, si fa gioco dei cittadini e noncurante delle conseguenze che ricadranno sugli stessi, boccia con la sua maggioranza tutte le mozioni mirate ad evitare lo scempio a Falcognana, nell'Agro Romano" dichiara in una nota il Presidio No discarica Divino Amore dopo aver appreso l'esito del Consiglio straordinario Regionale svoltosi alla Pisana.

UNA CONDANNA PER DANNO ERARIALE - "La discarica si farà. Oltre alla beffa l'inganno, visto che il governatore ha riconfermato nei posti chiave, almeno per quanto concerne la situazione ambientale, due personaggi che di pulito sembrano aver ben poco. Alla direzione di infrastrutture, ambiente e politiche abitative, siede infatti Raniero De Filippis, nonostante la Corte dei Conti lo abbia condannato a risarcire la Regione accertando un danno erariale di 750mila euro – osserva il Presidio - Ci chiediamo, a titolo meramente informativo, se questi soldi sono stati restituiti oppure continuiamo a pagargli lo stipendio con i soldi pubblici?" s’interrogano sempre il Presidio No Discarica

GIA' PATTEGGIATI 5 MESI - "Ma non solo – prosegue la nota -  De Filippis nel 2002 aveva patteggiato 5 mesi per abuso d’ufficio e falso ideologico per vicende legate ad una comunità montana di cui era stato commissario liquidatore. E non è tutto. Il suo superiore, anche lui proveniente dalla Giunta Polverini e riconfermato da Zingaretti, si chiama Luca Fegatelli, fino al 2010 incaricato alla direzione regionale energia e rifiuti e ora alla guida del dipartimento istituzionale e territorio, benché sia indagato per associazione a delinquere e concorso in truffa ai danni dello Stato per la vicenda rifiuti, come riportato da un'inchiesta dettagliata pubblicata da L'Espresso nell'ottobre scorso”.

ALTRO INDAGATO - “Innocente fino a condanna definitiva – osserva correttamente il Presidio - ma non proprio adatto a dirigere anche l’Abecol, l’Agenzia per i beni confiscati alle organizzazioni criminali nel Lazio. E se Fegatelli è stato nominato da Zingaretti, in considerazione della notevole esperienza dirigenziale dallo stesso maturata all’interno della Regione Lazio, rimaniamo veramente esterrefatti".

L'IMMONDIZIA E LA REGIONE LAZIO - "Zingaretti – leggiamo ancora nella nota - piuttosto che preparare continue mozioni a favore della discarica a Falcognana si occupi di fare pulizia nei suoi uffici, dove peraltro siedono i soggetti che hanno autorizzato l'attuale discarica di Ecofer. A questo punto Zingaretti chiarisca il perché di tanta ostinazione e insistenza sul sito del Gruppo Ecofer, già ampliamente chiacchierato e oggetto di indagini inspiegabilmente concluse in sole due settimane. Insomma - conclude il Presidio - Zingaretti ha la monnezza nei suoi uffici, non la porti a Falcognana".

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