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Discarica Falcognana, Presidio: “Miccoli la faccia finita, è da voltastomaco”

Il Presidio torna sul tema della spartizione del mercato dei rifiuti. E conclude con un duro affondo all’ex Capogruppo PD al Comune: “i capobastone sono da voltastomaco”

A chi sosteneva che il Presidio fosse schierato con il centrosinistra, il tenore delle dichiarazioni rilasciate nel corso delle ultime settimane, dovrebbe aver chiarito ogni dubbio. Ed allora partiamo proprio dalla fine del comunicato inoltratoci oggi.

DA VOLTASTOMACO - “Il Presidio censura  come offensive le dichiarazioni del deputato Miccoli che ritiene Brunetta  l'unico abitante della zona, visto che invita lo stesso a rassegnarsi. Sbaglia di grosso Miccoli perché qui la gente, cittadini romani, non solo non si rassegneranno, ma presto o tardi verranno a chiedere il conto per queste sue insopportabili e continue prese di posizione” dichiarano gli aderenti al Presidio, che aggiungono - La faccia finita perché i politicanti asserviti al proprio capobastone sono da voltastomaco."

L'AFFONDO A ZINGARETTI - Ma nel mirino dei cittadini avversi alla discarica di Falcognana, che si riconoscono nel Presidio, da settimane è entrato il numero uno del Partito Democratico laziale: Nicola Zingaretti. “Le dichiarazioni del governatore del Lazio sono a dir poco oscene – scrive il Presidio, che torna a rifuggire da strumentalizzazioni politiche - E' inammissibile che Zingaretti tratti con tale superficialità situazioni che affliggono persone malate di cancro per gli effetti, come documentano studi  devastanti– e come recentemente abbiamo scritto – sul rapporto tra le discariche e la salute dei cittadini".

I MANCATI GUADAGNI - Ma se le malattie riscontrate nelle popolazioni che vivono a ridosso della discarica, fanno ormai parte della letteratura medica, viene da chiedersi quale siano i costi, o eventualmente i guadagni di un’operazione che su un piatto della bilancia mette la salute dei cittadini. “Il Presidio ricorda al governatore che la non apertura della discarica di Falcognana costerebbe da un massimo di 12.000 € al giorno nella peggiore delle ipotesi ad un minimo di  2.400 nella migliore. Si pronunci il governatore del Lazio se non ritiene questi costi assolutamente sopportabili pur di tutelare, come il dettato costituzionale impone (articolo 32), il diritto fondamentale alla salute?. E' fin troppo evidente che dietro tutto questo accanimento su Falcognana ci sono degli accordi per la spartizione del mercato dei rifiuti che il Presidio denuncia da giorni”.

LE RICHIESTE DELL'ECOFER - E sul tasto degli interessi economici che sottendono all’operazione Falcognana, il Presidio aggiunge anche un’altra considerazione. “ La Ecofer si è sempre dichiarata non interessata ad accogliere i rifiuti di Roma. In verità, aveva già preso in considerazione a inizio estate 2013 questa succosa possibilità economica. In un documento inviato dalla Ecofer alla Regione Lazio – leggiamo nella nota -  si evince chiaramente la difficoltà dell'azienda a riempire gli invasi di fluff , a causa  ‘di una forte flessione nel mercato dell'automobile’, motivo per cui la società proponeva di ampliare l'elenco dei codici CER e l'autorizzazione al conferimento in discarica di rifiuti speciali provenienti dalle diverse realtà produttive regionali, con un quantitativo massimo pari a 150mila tonnellate. Quantità, che nella relazione integrativa Sottile sarebbe soggetta  ad ulteriore aumento”.

FALCOGNANA MICCOLI E UE - “Quanto all'UE, proprio questo oggi - fa sapere il presidio - è stato presentato un approfondito esposto al commissario europeo per valutare eventuali violazione del diritto UE in materia. Sono a questo proposito incomprensibili le letture dei media e del deputato del pd Marco Miccoli, che hanno parlato di via libera UE a Falcognana. Ricordiamo per tutti loro che il commissario Ue all'ambiente Janes Potocnick ha solo affermato che su Falcognana si continuerà a monitorare la situazione  e comunque per l'Europa il problema rimane il tipo di trattamento che i rifiuti subiscono prima di essere sversarti in discarica. Quindi, le deduzioni emerse sono da considerarsi del tutto soggettive e prive di ogni fondamento".

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