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Discarica Falcognana, un mese di lotta: i protagonisti ai raggi x

La pagella dei protagonisti della vicenda legata alla discarica di Falcognana. Dalla Regione al Municipio, passando per i semplici cittadini che si sono contraddistinti in queste prime 4 settimane

E’ passato un mese dalle prime indiscrezione trapelate sulla discarica di Falcognana. Un periodo di tempo che sembra incredibilmente più lungo, se lo si analizza  dal punto di vista delle iniziative che si sono succedute. Eventi mediatici, cortei, scioperi della fame, occupazioni stradale . Ma anche incontri istituzionali, iniziative consiliari, esposti e tanto altro. Un insieme di azioni messe in campo da semplici cittadini, come da esponenti politici locali, che hanno caratterizzato questo primo mese di proteste. E sulle cui iniziative è possibile tracciare un iniziale bilancio.

Cominciamo dall’ex Presidente del Municipio Pasquale Calzetta. Originario della zona, Calzetta è stato tra i primi a ravvisare il pericolo di una discarica sull’Ardeatina. Ha preso contatto con la Ecofer, di cui ha diffuso i primi comunicati. E’ stato protagonista di molte iniziative ma soprattutto ha avuto il merito di saper coinvolgere il Santuario del Divino Amore in una partita che, ad oggi, ancora non si è conclusa. Voto: 7

L’attuale Presidente del Municipio IX, Andrea Santoro, da parte sua non è certo rimasto a guardare. Ha reso esecutiva l’ordinanza della Provincia di Roma sul divieto di transito dei Tir sull’Ardeatina, ha diffidato il Prefetto Sottile, ha partecipato ai cortei, agli incontri istituzionali con il Ministro Orlando e con il Sindaco Marino, è stato spesso vicino ai cittadini, anche a Ferragosto. Ha rotto gli indugi rispetto ad un partito che, ad altri livelli istituzionali, non si è certo dichiarato contrario alla discarica di Falcognana. Nell’ultima settimana il suo impegno è però stato meno decisivo, come hanno evidenziato avversari politici e cittadini che gli chiedono d’interdire il transito dei Tir anche su via di Porta Medaglia. Voto: 6,5

Massimiliano De Juliis, è uno dei principali artefici della protesta. Come Calzetta, abitando nella zona, è stato tra i primi a denunciare il pericolo di una discarica nell'area, profetizzata quasi un anno fa. L’assidua presenza alle manifestazioni di piazza, ma anche il pressing fatto a livello istituzionale, senza risparmiarsi nelle modalità della contestazione, ne hanno fatto un mattatore della protesta. Suoi gli striscioni che, insieme ad altri cittadini ci cui diremo, hanno per primi evidenziato il pericolo di una discarica vicino al Divino Amore. Voto 7,5

Carla Canale è l’infaticabile presidente del CdQ di Vigna Murata . Lungi dal poter essere accusata della sindrome di NIMBY Canale si è spesa molto sin nella  fase iniziale, partecipando a lunghissimi incontri tra i comitati cittadini e sfilando praticamente in tutte le manifestazioni. Da avvocato, ha messo a disposizione della protesta la propria esperienza professionale, realizzando l’esposto che nelle prossime ore sarà presentato in Procura. Voto 7,5


Alessandro Lepidini è il Presidente della Commissione Ambiente del Municipio IX. Ma è soprattutto un cittadino preoccupato, infaticabile e sempre presente. Portavoce del coordinamento Presidio No Discarica al Divino Amore, è stato protagonista dell’occupazione della Colombo, ha preso parte al tentativo di occupare via Ardeatina, si è distinto per uno sciopero della fame. Ha partecipato agli incontri istituzionali con il Ministro Orlando e con Marino. Non si è risparmiato e continua ad organizzare un’iniziativa dietro l’altra. Inarrivabile. Voto 8

Matilde Spadaro è un’altra cittadina che sta mettendo molto del suo, nelle proteste di questi giorni. Con lo spirito battagliero che ha caratterizzato la sua esperienza politica a livello municipale, condito dalla capacità d’approfondimento e d’analisi che già da cittadina, all’epoca del Movimento Ambiente Roma Sud aveva messo in evidenza, Spadaro si è ricavata uno spazio importante nella protesta. Voto 6,5

Sveva Belviso, già Vice Sindaco di Roma Capitale, è anche una residente del territorio, di cui è stata consigliera municipale. Trovarla in testa alla manifestazione che da Falcognana si è diretta a Trigoria, è stata una sorpresa. Ma in realtà era il preludio al corteo che ha rovinato la festa del 3 agosto al Sindaco Marino. Un’entrata a gamba tesa che rischia di pesare sulle scelte dell’amministrazione capitolina. Voto 5 +

Gianni Alemanno, come Belviso, ha partecipato alla manifestazione che ha impedito di celebrare l’apertura dei Fori Imperiali, come l’aveva immaginata Marino. La presenza di Alemanno, in verità, risale a qualche giorno prima dell’annuncio di Falcognana come post Malagrotta, poiché prese parte, molto contestato, all’assemblea di Porta Medaglia. Come nel caso di Belviso, l’aver dirottato la protesta su binari politici, ha rischiato di comprometterla. Con l’aggravante che le soluzioni alternative a Falcognana che ora propone, quando era Sindaco non erano state adeguatamente evidenziate. Voto 5

Ignazio Marino, Sindaco di Roma, non sembra brillare in questa fase. Accusare i manifestanti d’essersi nascosti dietro gli stendardi del Divino Amore per rovinargli la festa del 3 agosto, è stato poco elegante. Impossibile, tuttavia, non considerare che la sua chiusura sia anche figlia dell’irruzione a favore di telecamere, avvenuta nella serata d’inaugurazione dei Fori. Voto 5

Zingaretti e Civita, governatore ed assessore all’Ambiente della Regione Lazio, sembrano disinteressarsi della vicenda di Falcognana. L’incontro con una delegazione di residenti e la precedente incursione di De Juliis e altri cittadini in Consiglio Regionale non sembrano aver sortito effetti. Per quanto riguarda Zingaretti, la precedente esperienza di Presidente della Provincia, dalla parti di Falcognana viene ricordata senza alcuna passione. Lo stato della via Ardeatina e della via Laurentina, parlano per loro. Voto 4

M5S: completamente assente su questa vicenda. Senza Voto

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