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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
Eur Laurentina / Largo Peter Benenson

Si è dimesso l'assessore anti-termovalorizzatore: "Certi princìpi non sono negoziabili"

Alessandro Lepidini ha rimesso le deleghe ad ambiente, rifiuti e agricoltura: da sempre si è dichiarato contrario all'impianto e in passato è stato in prima linea contro tutte le ipotesi di discarica nel territorio del IX

Era nell'aria da settimane, adesso è ufficiale: Alessandro Lepidini, assessore all'ambiente e ai rifiuti del IX municipio, si è dimesso. Lo ha annunciato lui stesso su Facebook, spiegando le motivazioni. Come prevedibile, sono legate all'eventualità di un termovalorizzatore a Santa Palomba, quartiere ai margini meridionali di Roma, dove tra l'altro egli stesso vive con la famiglia. 

L'assessore contrario al termovalorizzatore 

Sono passati sedici giorni da quando Alessandro Lepidini ha dichiarato pubblicamente la sua contrarietà al termovalorizzatore. Sempre su Facebook, l'assessore all'ambiente e al ciclo dei rifiuti dell'Eur aveva spiegato che il territorio da lui amministrato e in cui vive non poteva più sopportare impianti di quella portata, ovvero 600.000 tonnellate di rifiuti ogni anno da bruciare. In quei giorni Ama aveva da poco dato l'ok all'acquisizione di alcuni terreni a Santa Palomba e nel frattempo è in corso la valutazione ambientale strategica: troppi indizi che fanno convergere tutto sul sito vicino al comune di Pomezia, ma nel territorio capitolino amministrato dal centrosinistra. 

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Le dimissioni ufficiali: "Certi princìpi non sono negoziabili"

Oggi, mercoledì 16 novembre, Lepidini rompe gli indugi e alla vigilia di un consiglio straordinario sul termovalorizzatore convocato in IX per le 14.30, annuncia il ritiro: "Mi sono dimesso da Assessore - scrive - . So di aver scelto di interrompere un percorso positivo fatto in questo primo di attività nell’amministrazione del Municipio, rinunciando quindi a fornire il mio contributo, come allo stesso modo so che questa scelta potrà deludere alcuni. Tuttavia, la mia contrarietà all’inceneritore mi impone ora di impegnarmi in prima persona per contrastare un progetto che considero superato, lontano dagli obiettivi ambientali europei e dannoso per il territorio dove vivo con la mia famiglia. Ed è per il profondo legame con il nostro territorio che ho preso questa decisione. E mia figlia comprenderà un giorno che ci sono principi non negoziabili. L’etica, in fondo, è tutta qui".

La presidente Di Salvo: "Non gliel'ho chiesto io, mi dispiace"

Una questione di etica, quindi, che ha spinto Lepidini a fare una scelta tra il ruolo istituzionale e la posizione su un tema che sta spaccando una città intera e che fa la sua prima "vittima" politica. "Ha scelto di dimettersi, non gliel'ho chiesto io - commenta la minisindaca Titti Di Salvo, raggiunta telefonicamente da RomaToday - . La sua posizione sul termovalorizzatore era chiara e pubblica, dopo la scelta di Ama sul terreno. Io ho sempre detto che non consideravo né automatico né necessario che lui si dimettesse, perché si può stare nella maggioranza anche con opinioni diverse. Si è tenuti alla lealtà, non a pensarla ugualmente. Mi dispiace molto di questa sua scelta, ma lui ha valutato di sentirsi in contraddizione tra il non essere d'accordo con la chiusura del ciclo dei rifiuti tramite un impianto e contemporanemente tenere un ruolo istituzionale. Si sentiva in difficoltà. Non è stata una sorpresa il suo post, ma non c'è stata rottura nella solidarietà umana e politica tra noi". Le deleghe di Lepidini adesso sono state assunte dal vicepresidente Augusto Gregori: "Ci vorrà un po' per riorganizzarsi - conclude Di Salvo - perché dobbiamo scegliere una persona pronta e competente. Nel frattempo ce ne occuperemo, come fatto finora insieme a Lepidini, anche il vicepresidente e la sottoscritta". 

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