Eur Torrino / Via del Mare

Sicurezza e percorsi ciclabili. La sfida da vincere

Tante proposte, in un piano quadro ancora fermo. Eppure i ciclisti romani sono in forte aumento, anche nelle periferie

Fino a qualche anno fa, pensare soltanto di girare in bicicletta per le strade di Roma, rappresentava una bizzarria. Un lusso che, in assenza di piste ciclabili e percorsi fruibili, potevano permettersi soltanto pochi, sprezzanti amanti del pericolo. Residenti, quasi sempre, nella zone più centrali della Capitale. Dove gli spostamenti, seppure rischiosi, sono inevitabilmente brevi.

La passione della bicicletta, nell’ultima decade, è invece cresciuta. Spesso a discapito della carenza di infrastrutture e di requisiti essenziali, come la sicurezza. Eppure, nonostante le difficoltà, il numero dei ciclisti romani è aumentato esponenzialmente, anche nelle aree più periferiche.

Nel Municipio XII, ad esempio, sono state molte le  proposte avanzate, per favorire l’utilizzo delle due ruote. Associazioni, comitati di quartiere, gruppi spontanei si sono organizzati ed hanno ragionato sulla possibilità di creare percorsi, sia  nelle aree verdi che nell’ambito della preesistente struttura viaria.

Alcune di queste proposte sono state recepite dall’amministrazione, altre attendono di essere inserite nell’agenda politica.

Talune cose, però, si sono fatte. Soprattutto sul piano della sicurezza, fermo restando una situazione ancora migliorabile, qualche iniziativa c’è stata. Come nel caso della bonifica del viadotto della Magliana, sul versante dell’Eur.

“Abbiamo visto che sotto il viadotto la situazione sta tenendo – riconosce Fausto Bonafaccia, presidente di Bici Roma  - Si è dovuta scavare una trincea, per evitare di farvi rientrare i furgoni, è stata recintata l’area, sono stati messi dei grossi massi che interdicono l’accesso, ma abbiamo notato come questo insediamento si sia spostato poco più distante, lungo via del Cappellaccio, tra la sede dell’argine del Tevere dove scorre la ciclabile e la via del Mare”.

Un gioco a somma zero, purtroppo, quello degli sgomberi. Con il solo effetto, spesso, di spostare il problema. In questo caso, in maniera da non creare particolari disagi ai ciclisti, garantendone la sicurezza e l’incolumità.

Su via del Mare – prosegue Bonafaccia elencando le problematiche del territorio – ci sono anche altri problemi: oltre alla sicurezza sociale, c’è il degrado per l’accatastamento di rifiuti, ma anche una certa pericolosità per la circolazione, perché spesso i furgoni vi si immettono direttamente, sbucando all’improvviso” .

Le proposte di Bici Roma, in buona parte convergono con quelle espresse dal territorio. Che è ricco di suggestioni interessanti, che sarebbe utile analizzare con scrupolo ed attenzione.
Quello che comunque appare un dato incontrovertibile, è il ritrovato amore per le due ruote.

“Abbiamo visto che anche altri gruppi stanno iniziando a seguire quelle che Bici Roma da anni promuove come attività in questo territorio – conclude Fausto Bonafaccia, nella nostra intervista - e ci fa piacere vedere che i movimenti aumentano. Come  anche le persone che vanno in bici”.

Un buon viatico per accelerare i tempi di discussione del Piano Quadro della Ciclabilità, ancora fermo in Campidoglio? E’ la speranza di migliaia di ciclisti romani.
 

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