Lunedì, 14 Giugno 2021
Altre Laurentina / Via Ardeatina

Da Termini al Divino Amore in treno: cresce il pressing per aprire la stazione

Permetterebbe di coprire la distanza in 15 minuti

C'era una volta una stazione ferroviaria. Si trovava al km 14 della via Ardeatina. In una zona dove, all'epoca del suo funzionamento, abitavano pochissime persone. Con il passare degli anni il quadrante, situato in prossimità del Santuario Mariano del Divino Amore, si è popolato. Falcognana è cresciuta. E con lei, il bisogno dei suoi abitanti di raggiungere le zone centrali della città. Magari evitando le code sulle consolari o sul raccordo anulare.

L'attenzione delle istituzioni

La riapertura della fermata, è entrata nell'agenda istituzionale già da una decina di anni. Negli ultimi mesi, è diventato però un tema caldo. Dal livello municipale, è approdato a quello regionale ed anche nazionale. Le interrogazioni, soprattutto ad opera dei partiti del centrodestra, non sono mancate. "La stazione era già presente nel 1933 e funzionò per poco più di 30 anni" ricordano i consiglieri di Fratelli d'Italia Santori, De Priamo e De Juliis. Nel frattempo però sono mutate le esigenze ed oggi, la ferrovia da aprire sulla linea Fl7, "avrebbe un potenziale bacino d'utenza di circa 20mila abitanti".

In 15 minuti da Falcognana a Termini

Oltre a liberare da una buona quota di traffico la via Ardeatina, consentirebbe di  raggiungere il centro cittadino in un battito di ciglia. "La riapertura di una semplice fermata – sottolineano Santori, De Priamo e De Juliis – permetterebbe di raggiungere Termini in 15 minuti, mentre lo stesso percorso viene effettuato in circa 90 minuti e, quindi, sono incomprensibili le resistenze di Rfi nel riattivarla". Da qui l'esigenza portare un'interrogazione in Regione. "Per sapere dal Presidente Zingaretti se e come intenda riaprire questa importante ferrovia". L'apprezzamento del territorio al progetto è noto. Nel Municipio IX, lo è da tempo. Il costo dell'operazione, secondo un progetto di massima presentato da RFI nel 2010, è di circa 2 milioni di euro. Diciotto invece sarebbero stati i mesi utili per completare l'opera. Ma da sette anni, quel progetto non è più stato aggiornato. "Non se n'è saputo più nulla" sottolineano i tre consiglieri. Da qui l'esigenza di riaccendere i riflettori sulla vicenda.

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