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Papillo: la Giunta si appella agli occupanti del casale

Tante proposte da parte della Giunta per l’area verde di Papillo ed i relativi casali. Con una precondizione: “E’ indispensabile che le realtà presenti oggi dentro il casale mettano fine all’occupazione”

Valorizzazione del verde pubblico e riqualificazione del quartiere. Con una precondizione importante: credere veramente in un percorso di partecipazione. Questa in sintesi sembra la ricetta con cui il Presidente Santoro ed il suo Vice Stazi, intendono affrontare i tanti nodi venutisi a creare nel pur piccolo quartiere del Papillo.

IL RILANCIO DEL QUADRANTE - Con un nuovo documento per il riassetto delle aree a ridosso di via Acqua Acetosa Ostiense, presto consegnato a Comune e Regione, la Giunta Santoro dimostra di voler “estendere la riserva naturale Laurentino Acqua Acetosa alle aree a ridosso del quartiere Papillo, stralciare o ricollocare il Punto Verde Qualità previsto nell’area, ricollocare gli autodemolitori, impegnare a fini pubblici i Casali del quartiere Papillo” spiegano il Minisindaco e l’Assessore all’Ambiente Alessio Stazi.

LA VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO - Bene comune, verde, territorio. Per gli amministratori sono questi gli ingredienti alla base di una “scelta  con cui si vuole cambiare totalmente lo scenario in quell’area: passare dal consumo del territorio o dal rischio di nuove speculazioni edilizie, alla tutela e valorizzazione dell’agro romano e dei beni comuni – scrivono Santoro e Stazi nella nota – Vogliamo preservare e restituire alla comunità un patrimonio eccezionale: dalle terre ai casali presenti nell’area che vorremo destinare, attraverso bandi pubblici, a progetti proposti dai cittadini”.

L'ASCOLTO E LA CONDIVISIONE - “E’ una proposta nata in questi mesi di lavoro e dal confronto con tante associazioni, comitati di quartiere della zona, singoli cittadini nonché con le realtà che stanno occupando i casali del Papillo e che hanno proposto al Municipio di dare una funzione pubblica a quelle strutture da troppo tempo abbandonate oltreché estendere la tutela delle terre circostanti” spiegano sempre il Minisindaco ed il suo Vice. Ma perché quella che definiscono “una chiara inversione di tendenza rispetto al passato, frutto del contributo di tutti, nessuno escluso” è necessaria davvero la massima condivisione.

L'APPELLO AGLI OCCUPANTI - “Per dare corso a queste scelte – ammettono infatti il Presidente Santoro e l’Assessore Stazi – è indispensabile che le realtà presenti oggi dentro il casale mettano fine all’occupazione permettendo così la ristrutturazione delle strutture e completare un percorso iniziato a dicembre e che, a differenza di quanto sta accadendo in altre parti della città, vede insieme istituzioni locali, associazioni, comitati nella condivisione delle scelte”.

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