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Fonte Laurentina: la colonna di fumo e l’insediamento abusivo

Nonostante gli sgomberi e la distruzione del campo, l'insediamento abusivo è stato ripristinato. E con esso sono tornate le colonne di fumo. Mannarà "Rendono l'aria irrespirabile. Siamo contrari agli sgomberi, però non devono approfittarsene"

Forse sono passati quattro mesi. Forse Cinque. Ma la situazione che gli abitanti di Fonte Laurentina stanno vivendo, è il più classico dei dejà – vù. Colonne di fumo. Aria irrespirabile e densa di diossina. Accampamenti abusivi. Il segnale più evidente del fallimento della politica degli sgomberi, secondo il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle.

LA COLONNA DI FUMO - “Mercoledì mattina stavo tornando a casa dal lavoro, quando ho visto una fumata nera preoccupante. Era un nero intenso ed addirittura riuscivo a scorgere delle fiamme alte qualche metro – ci spiega Giuseppe Mannarà Capogruppo del M5S nel Municipio IX – allora ho fatto delle foto e mandato tramite twitter messaggi al Sindaco ed a Roma Capitale: la situazione purtroppo è tornata inaccettabile”.

GLI SGOMBERI NON RISOLVONO - “Quando sono rientrato dal Consiglio, alcune ore dopo, ho visto che c’erano alcune pattuglie della polizia locale. Probabilmente le segnalazioni che noi, come molti altri avranno fatto, sono valse a qualcosa. Tuttavia – specifica il Consigliere – come Movimento 5 Stelle siamo contrari agli sgomberi. Sono costosi e non risolvono il problema. Bisogna affrontare la questione in maniera più strutturale. A settembre il campo nomadi abusivo era stato completamente demolito, ma le persone che vi abitavano sono riuscite a ricostruirlo, partendo dalle macerie rimaste. Ed ora sono più di prima. Questa per noi è la dimostrazione che questa soluzione non è efficace”.

DIOSSINA E BELLA STAGIONE - Eppure anche il M5S a settembre si era dichiarato favorevole allo sgombero. “Da tempo tengo d’occhio quel campo  - premette Giuseppe Mannarà – abbiamo anche ottenuto in Commissione politiche sociali di realizzare una risoluzione per chiedere un tavolo di confronto con il Dipartimento Politiche Sociali di Roma Capitale ed alcune realtà del settore. Ma per ritornare a settembre, in quel momento la situazione era diventata ingestibile. L’aria era irrespirabile, per i continui roghi che venivano realizzati - riconosce Mannara, che aggiunge -  Quelle persone devono capire che se stanno lì, non significa che poi possono fare tutto quello che vogliono. Con l’arrivo della bella stagione cosa facciamo? I residenti del quadrante non possono godersi il quartiere, gli abitanti che hanno amici a quattro zampe non possono portarli nell’area cani che sta lì vicino. Com’è successo proprio a settembre - ricorda il Consigliere Pentastellato che poi conclude - Stamattina era impressionante la colonna di fumo. E poiché il vento spirava verso Vallerano, non so davvero cosa si siano respirati i suoi residenti”.

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