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Giovedì, 19 Maggio 2022
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Discarica Falcognana M5S : “Siamo con i residenti, senza bisogno di fare comizi”

Il Movimento 5 Stelle ricostruisce la vicenda della discarica di Falcognana, e precisa “Noi manifestiamo con i cittadini, senza bisogno di fare comizi: non ci omologhiamo a quelli che incentivano l’illegalità”

Il Movimento 5 Stelle del Municipio IX analizza nel dettaglio alcuni passaggi della vicenda legata alla discarica. E ne trae un bilancio molto tranchant, attraverso il quale viene chiarita la propria posizione. Che non sembra essere votata alla visibilità politica. Ma che, attraverso il resoconto che segue, sembra frutto di un'attenta analisi dei fatti.

L’INIZIO DELLA VICENDA - “E’ incredibile come una questione “semplice” come la discarica di Falcognana metta a nudo tutti i difetti della politica di questo paese – si legge nell’incipit di un post pubblicato sul sito del M5S municipale - La discarica autorizzata in tutta fretta da un commissario per l’emergenza rifiuti sotto la giunta Storace dall’allora Assessore Verzaschi , poi indagato per tangenti nella Sanità,  superando tutta la normativa sulla Valutazione di impatto ambientale, e contro i comitati di quartiere”.

L’AUTORIZZAZIONE DIVENTA DEFINITIVA - L’Assessore è costretto a negare se stesso, revocando, attraverso il Decreto 25 marzo 2004 n. 36, l’autorizzazione precedentemente concessa – si legge sempre nel post - La società ricorre al TAR che gli dà ragione,successivamente il Municipio XII chiede a Marrazzo di sospendere i lavori, ma la società vince anche il ricorso al Consiglio di Stato rendendo così praticamente definitiva l’autorizzazione.

RILASCIATA ANCHE L’AIA - Ad inizio 2010, dopo le dimissioni di Marrazzo e, poco prima dell’insediamento della giunta Polverini , viene  rilasciata anche l’Autorizzazione Integrata Ambientale necessaria per l’esercizio della discarica. AIA firmata dal dirigente de Filippis anch’egli condannato a 5 mesi per abuso d’ufficio e a restituire 750.000 euro alla regione per danno erariale” ricordano gli attivisti del Movimento 5 Stelle, richiamandosi espressamente ad un articolo de Il Fatto quotidiano del 31maggio.

L’EMERGENZA SISTEMATICA - In tutto questo è inquietante il ricorso asistematico al commissariamento e a procedure d’urgenza ogni qualvolta ci si trovi davanti a impedimenti di carattere ambientale o all’opposizione dei cittadini.L’impianto è stato autorizzata in tutta fretta perché si doveva trovare posto in emergenza a qualche metro cubo di rifiuti provenienti dall’autodemolizione, ma dopo UNDICI anni rimane l’unica possibile. In UNDICI anni non si è potuto procedere ad una valutazione dell’impatto ambientale (e del danno ambientale che questa comporta), in UNDICI anni non si è potuta trovare una alternativa per i rifiuti pericolosi, che sistematicamente si ammassano ben oltre il “FLUFF” dell’emergenza.

L’AFFONDO POLITICO –  A  questo punto della cronistoria, il Movimento inizia ad esprimere la propria identità, in contrapposizione alle altre espressioni politiche. “A  parte l’opposizione del Municipio e dei comitati che vi insistono, il silenzio della politica è impressionante.  Anzi si continuano ad incentivare comportamenti sul filo della legalità e si continua ad ignorare la voce dei cittadini che non hanno più nessuna ragione per fidarsi di queste istituzioni. Eppure basterebbe poco, molto poco, ma quel poco sarebbe tanto a favore dei cittadini e a sfavore delle ecomafie, di coloro che con i rifiuti hanno costruito gli imperi”.

LE ALTERNATIVE PRATICABILI - Come fare per invertire una tendenza che per i pentastellati gioca a favore delle ecomafie, è chiarito in un successivo passaggio.  “Una legge che toglie i materiali non riciclabili dai prodotti di largo consumo, una legge che riduce i materiali non riciclabili dagli imballaggi, una raccolta differenziata seria (e non è colpa dei cittadini, ma di chi raccoglie) una selezione dell’indifferenziato post raccolta. Aumenterebbe i posti di lavoro e diminuirebbe l’inquinamento, a parità di costi, se non a costo inferiore. Ma redistribuirebbe la ricchezza che viene dai rifiuti sui cittadini non la concentrerebbe nelle mani di pochi, e questo non va bene alla politica di oggi. A quanto pare siamo di fronte ad una discarica autorizzata da un paio di indagati per tangenti, che nella proprietà annovera fiduciarie indagate per riciclaggio di denaro” scrivono sempre i penta stellati, usando come fonte, espressamente citata, l’edizione del 16 agosto de Il Fatto Quotidiano.

IL MILITANTE TIPO - “In tutto questo il Movimento 5 stelle partecipa con i propri attivisti al presidio, sono tanti e  si riconoscono facilmente  perché non hanno nessun politico da portare avanti, nessun supereroe o nuovo comitato da far conoscere, sono cittadini insieme agli altri a manifestare la propria preoccupazione per quello che succede” chiariscono gli attivisti del M5S del Municipio IX, spiegando in tal modo la loro difficile individuazione nei cortei  nei sit-in.

CONTRO CHI INCENTIVA L’ILLEGALITA’ - Gli attivisti del Movimento  - aggiungono poi – “Non hanno bisogno di fare comizi elettorali, non hanno bisogno di far vedere che ci si oppone ma poi si rimangono nello stesso partito che riconferma i pregiudicati al vertice degli uffici regionali, che incentiva gli inceneritori, che compra gli aerei da guerra e lascia a terra quelli antincendio, che si preoccupa dell’agibilità politica dei condannati.  Il Movimento le sue proposte le ha già portate in tutte le sedi istituzionali, ma non si omologa a chi incentiva l’illegalità”.

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