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Cabina Acea Millevoi: al posto del prato e del laghetto solo le piante infestanti

Non sono state realizzate le opere che avrebbero dovuto servire a mitigare l'impatto della Centrale Acea sul quartiere. De Juliis (FI): "Che fine hanno fatto? Questa rimane una ferita aperta per Millevoi"

Non è bastata la mobilitazione dei Comitati cittadini ad impedire la realizzazione della Centrale Acea di via Millevoi. Le tante manifestazioni, i blocchi stradali, i sit-in e gli incontri con l'Assessore Caudo, non hanno sortito gli effetti sperati. Dove c'era un prato e dove i residenti chiedevano fosse realizzata un'area giochi, da tempo campeggia una struttura larga 9 metri ed alta 5.

IL VERDE PERDUTO - Non sembra però che siano state rispettate neppure le "mitigazioni" concertate. L'impatto della centrale sul territorio è così del tutto evidente. "E' una ferita all'interno del quartiere" osserva il Capogruppo di Forza Italia Massimiliano De Juliis, il primo ad aver informato i residenti del cambio di destinazione d'uso della centrale. Era l'inizio dell'estate 2014 quando il Consigliere annunciò agli increduli abitanti di Millevoi che avrebbero dovuto rinunciare ad un'area verde. In assenza di un'opposizione del Municipio, che arrivò ma fuori tempo massimo, il Comune aveva votato una delibera per il cambio di destinazione di un'area di 5mila metri quadrati: da verde pubblico e servizi primari, ad infrastrutture tecnologiche.

NESSUN LAGHETTO - Le mobilitazioni cittadine e la tardiva ma compatta risposta del Municipio IX, hanno contribuito al raggiungimento di un accordo. L'opera, ripresa dopo l'ordinanza di sospensione dei lavori emanata dal Minisindaco del IX Municipio, si sarebbe fatta. E tuttavia "Il Presidente Santoro e l'ex assessore Caudo, avevano assicurato ai cittadini. Avevano loro annunciato – ricorda De Juliis - di aver ottenuto da ACEA un forte miglioramento delle mitigazioni che avrebbero reso meno visibile ed impattante la struttura". Come? "Attraverso muri 'protettivi'  ed un prato con laghetto – rammenta De Juliis che poi chiede - Ma che fine hanno fatto ? Oggi sono presenti solo delle piccole piante di alloro che a malapena si vedono tra le erbe infestanti. Questa è l'ennesima dimostrazione che alle parole non seguono mai i fatti: a farne le spese sono gli abitanti che, oltre ai tralicci, si ritrovano anche senza le mitigazioni".

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