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Centrale Acea: “Il Municipio sospenda tutte le autorizzazioni”

La fumata bianca arrivata dal Campidoglio, in merito alla sospensione della Centrale Acea, alimenta le speranze dei residenti che ora chiedono al Municipio di fare la propria parte

La decisione unanime, da parte dell’Assemblea Capitolina, di sospendere i lavori nella Centrale Acea di via Millevoi, ha rappresentato un’iniezione di fiducia per i cittadini. E la soddisfazione espressa da alcuni residenti, è stata fatta propria anche da una parte dei consiglieri municipali.

LA PARTECIPAZIONE POPOLARE - “Le cose, anche quelle che possono sembrare immodificabili, cambiano quando i cittadini decidono di cambiarle” ha commentato il Presidente della Commissione Ambiente Alessandro Lepidini.  “E’ evidente  che la mobilitazione della cittadinanza e delle realtà associative del quadrante hanno rappresentato quell’elemento strategico capace di determinare il  ripensamento dell’Assemblea capitolina rispetto ad una decisione che aveva cancellato un bene comune, quei 5.000 metri quadrati di verde pubblico, per trasformarlo in area destinata ad una cabina ad esclusivo servizio del cemento in arrivo”. Anche il Presidente della Commissione Ambiente, dunque, fa propria la tesi secondo la quale la Centrale sarebbe propedeutica alla massiccia urbanizzazione che sta per realizzarsi nel quadrante.

IL RUOLO DEL MUNICIPIO - Il pericolo è stato per ora soltanto rimandato.  Secondo Lepidini “i molti profili che investivano la legittimità stessa della delibera  ora sono fatti propri dall’Aula Giulio Cesare". Un motivo in più per incalzare l'ente di prossimità cui si chiede di tornare ad assumere un ruolo da protagonista, a fianco delle istanze dei cittadini. Il Presidente della Commissione Ambiente lo dichiara a chiare lettere:  “il Municipio deve disporre l’immediata sospensione di tutte le autorizzazioni connesse alla realizzazione dell’opera”.

LE COMPETENZE DI ACEA  - Un’ultima stoccata, dopo quella inoltrata all’ente di prossimità , Lepidini la rivolte all’Acea.  “Voglio augurarmi che provveda sollecitamente ad illuminare le nostre periferie e a realizzare rete idriche e fognanti per quartieri che le attendono da troppi anni piuttosto che insistere nel costruire opere per una cementificazione di cui non solo non si sente alcun bisogno ma che va a ledere irrimediabilmente questo pezzo di Agro romano che,  è ormai il caso di affermarlo con forza, va difeso ad oltranza nel quadro di una mobilitazione che non ha nessuna intenzione di fermarsi”.

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