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Lunedì, 23 Maggio 2022
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Pulizia delle spiagge, è scontro tra opposizione e l'assessore al Mare Enrico Luciani

I consiglieri di minoranza rimproverano i metodi utilizzati dal vice sindaco per la riqualificazione e messa in sicurezza delle spiagge cittadine. Immediata la replica

Una riqualificazione, quella delle spiagge civitavecchiesi, firmata assessore al Mare Enrico Luciani, poco piaciuta ai consiglieri di opposizione. “Il paladino del ripristino della legalità fa pulire la spiaggia del Marangone. Anzi, come dice lui, la fa "mettere in sicurezza", attraverso l’uso di un mezzo cingolato fornito da una nota ditta locale e, dall’alto della sua genialità, fa scaricare sulla spiaggia dalla stessa ditta amica vari camion pieni di ciottoli di ridotte dimensioni, non compatibili, spianandoli al di sopra dei ciottoli di più grosse dimensioni già esistenti. Ma l’Assessore al Mare Enrico Luciani, che forse di terra non sa nulla, lo sa che par apporre del materiale su un arenile deve seguire un’apposita procedura con rilascio di autorizzazione da parte dell’autorità competente, previa comunque analisi di compatibilità e certificazione di idoneità del materiale da apporre?”.

E proseguono: “Lo sa che apportare su un arenile un materiale non compatibile ovvero non debitamente analizzato ed idoneo si profila "reato ambientale"?”, chiedendosi altresì dove fosse l’assessore all’Ambiente Roberta Galletta “che con lui fa tante cose di concerto, quando i camion scaricavano”. E parlano anche di alcuni uomini della Guardia di Finanza intervenuti “sul posto” per comminare “un verbale alla ditta che aveva scaricato il materiale e lo stava spianando”.
 

Secca la risposta dell’assessore chiamato in causa: “sono a conoscenza che per interventi di ripascimento della costa il quadro normativo di riferimento attualmente vigente in Italia si fonda sul D.lgs 152/ 2006, così come so che con il D.lgs del 2006 non sono state affrontate le problematiche legate alle competenze sulle coste e che le attività di movimentazione dei sedimenti ai fini di ripascimento rimangono disciplinate dal D.M. del 24 Gennaio 1996 che individua e definisce i soggetti titolati dell’istruttoria, i contenuti dell’autorizzazione e i soggetti titolati a condurla, gli scarichi autorizzabili e quelli vietati. Così come so – prosegue Luciani - che a seguito del passaggio di competenze dallo Stato alle Regioni è stato stabilito che l’ente competente per l’istruttoria e il rilascio dell’autorizzazione per interventi di ripascimento della fascia costiera è la Regione. Predisponendo, con la solerzia dovuta alla vostra assoluta inettitudine, i provvedimenti d’urgenza necessari a consentire agli utenti l’utilizzo delle nostre spiagge, mi sono adoperato per emanare, prima dell’inizio dei lavori, idonea Ordinanza ed opportuna comunicazione alle forze dell’ordine ( tra cui la Guardia di Finanza competente per la fascia costiera)”.

E conclude ricordando all’opposizione che “l’amministrazione Tidei ha tra i suoi obiettivi la tutela dell’ambiente, il rispetto delle norme, i diritti e la valorizzazione del mare e della costa. Per un  mare che è di tutti e che tutti hanno diritto ad avere pulito. Spiagge comprese”.
 

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