Martedì, 22 Giugno 2021
Civitavecchia

Santa Cecilia: pagati due stipendi ma la strada è ancora lunga

I sindacati resteranno ancora affianco ai lavoratori fino a martedì prossimo, finché non avranno la certezza che gli stipendi e le tredicesime saranno pagati a tutti i dipendenti. Dalla direzione Asl Roma F comunicano che fino a febbraio tutti gli stipendi sono stati liquidati

Buone notizie arrivano dal fronte dell'Istituto Santa Cecilia. Lo comunicano Cgil Fp e Uil Fpl in una nota, in cui comunicano che l’Amministrazione dell’Istituto ha provveduto al pagamento dei 2 stipendi arretrati e sembrerebbe si sia impegnata al pagamento del residuo della tredicesima per il giorno martedì 27 marzo. E' quindi valso a qualcosa il sacrificio dello sciopero della fame e il presidio di protesta dei lavoratori stanchi dell'Istituto. "Usiamo il condizionale in quanto la parte datoriale non ha convocato le parti sociali né tantomeno i lavoratori per dare la notizia. Inoltre - dichiarano Cgil Fp e Uil Fpl - non ha dato garanzie certe sul pagamento del prossimo stipendio".

La stranezza è infatti nel fatto che alla direzione della Asl Roma F risultano liquidate tutte le somme per le retribuzioni, almeno per quanto riguarda il termine di febbraio 2012. "In riferimento a quanto pubblicato nei giorni scorsi sulla vicenda della mancata erogazione degli emolumenti ai dipendenti  dell’Istituto ‘S.Cecilia’ - dichiara la Asl Roma F - la Direzione Generale precisa che la richiesta di cessione del credito, da parte dell’amministrazione dell’istituto citato, è pervenuta alla Asl Roma F in data 19 marzo e cioè successivamente alla comparsa dei primi articoli.

Il sollecito del medesimo Istituto, inviato e pervenuto in data 20 marzo, dimostra la totale ignoranza dell’Istituto medesimo circa gli obbligatori accertamenti amministrativi che la Asl deve compiere prima di dare il proprio nulla-osta alla cessione del credito da parte dell’Istituto in premessa a favore di qualsivoglia soggetto terzo.

Inoltre appare singolare che  il mancato pagamento degli stipendi, che sempre da notizie giornalistiche sarebbe iniziato dallo scorso gennaio 2012, venga imputato a presunte inadempienze della Asl la quale, al contrario, ha assolto tutti gli obblighi di propria competenza con la consueta celerità.

Ci si chiede infine per quanto debba ancora durare in malvezzo di taluni imprenditori privati che presumono di far gravare le proprie inadempienze contrattuali su terzi che nessun rapporto contrattuale hanno con i dipendenti medesimi.

In una parola: il cosiddetto ‘rischio d’impresa’ in cosa consisterebbe allora??". Quindi che fine hanno fatto gli stipendi e le altre metà delle tredicesime dei lavoratori? Se lo continuano a chiedere i dipendenti e i sindacati che li sostengono nella loro protesta.

"Pertanto le organizzazioni sindacali, unitamente con i lavoratori - aggiungono Cgil Fp e Uil Fpl - hanno deciso di continuare il presidio di protesta fino a martedì prossimo ovvero fino al pagamento del 50% della tredicesima e comunque di continuare ad oltranza fino a quando l’Amministrazione non darà risposte certe e sicure sulla continuità dei pagamenti stipendiali.

I lavoratori non si vogliono trovare nelle condizioni di intraprendere delle iniziative di protesta ogni 10 del mese e soprattutto non vogliono più saperne di rimpalli di responsabilità, la colpa non è mia è tua, anzi sua no di loro, vogliono un impegno chiaro dall’Amministrazione che gli stipendi vengano saldati regolarmente, indipendentemente da veri o presunti ritardi delle Istituzioni.

Inoltre chiedono un miglioramento dell’organizzazione del lavoro che, come più volte da noi sottolineato, presenta diverse lacune ed interventi celeri di manutenzione di alcune parti di uso quotidiano dei pazienti (docce dei bagni, serrande, infissi etc.etc.) perché nonostante tutto il loro primo pensiero è sempre rivolto agli ospiti, al servizio a loro erogato.

Per ottenere questo è necessario che l’Amministrazione convochi nel più breve tempo possibile i rappresentanti sindacali territoriali ed i delegati sul posto di lavoro per raggiungere un accordo che soddisfi tutti. In mancanza di questo, nostro malgrado, continueremo nella lotta intrapresa a difesa dei diritti dei lavoratori".

 

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