Martedì, 21 Settembre 2021
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Stagione dei saldi in rosso, negativo il bilancio di Confcommercio

Non hanno avuto l'esito sperato i saldi invernali 2013. Dopo il fuoco di paglia del primo week end dedicato agli sconti, i civitavecchiesi hanno deciso di non spendere

Alla fine i saldi invernali 2013 hanno confermato le "aspettative" negative delle associazioni dei consumatori e dei commercianti. Dopo il primo fine settimana dedicato ai ribassi di inizio anno, i civitavecchiesi hanno deciso di non spendere. Tutta colpa della crisi.

Dopo l'Imu, le bollette e i regali di natale che hanno svuotato i portafogli delle famiglie, queste ultime hanno deciso di attendere il primo fine settimana degli sconti per acquistare lo stretto indispensabile. Dopodiché portafogli ben chiusi e negozi ancora pieni di indumenti e calzature invernali. A confermare l'esito negativo dei saldi 2013 (in dirittura di arrivo), il delegato al Commercio e presidente della Confcommercio locale Vincenzo Palombo. E sebbene una piccola fetta di commercianti locali (si possono contare sul palmo di una mano) hanno dichiarato di aver chiuso i conti in positivo, per il resto (la stragrande maggioranza) non si può dire lo stesso. Ultima speranza, ora, per cercare di dare uno scossone agli acquisti e svuotare almeno in parte gli scaffali (così da lasciare campo libero ai capi primaverili, già esposti in diverse vetrine), si attende il fine settimana di Carnevale.

Intanto a chiedere l'intervento della politica per aiutare il commercio, è il responsabile nazionale Confcommercio Tullio Nunzi. Per Nunzi occorrono "interventi seri perché ormai è finito il tempo delle promesse dei sogni e delle scorciatoie, che molto spesso hanno caratterizzato la politica di Civitavecchia in questo campo. Poiché credo sinceramente nel protagonismo economico di una categoria, abituata ad aprire tutti i giorni e con passione la propria attività, che non frequenta salotti buoni, che non ha Santi in Paradiso", Nunzi avanza delle proposte: "Si faccia un tavolo specifico per un settore che in città è primario e determinante. Si discuta di centri commerciali naturali. Si dica basta ad outlet, centri commerciali, grande distribuzione. Si faccia sistema. Si parli di commercio, turismo, di mobilità, di parcheggi, di rifiuti, di infrastrutture, di sicurezza e legalità, di abusivismo, di aperture domenicali. Ma se ne discuta tenendo conto delle esigenze degli operatori ascoltandoli concertando con loro. Non proponendo come si è fatto mercatini o chiusure di zone della città senza che nemmeno vengano interpellati". Nunzi suggerisce anche di "abbattere carichi fiscali ormai insopportabili, che per le aziende serie e in regola sono arrivate al 56% di pressione complessiva". Bocciata la proposta delle organizzazioni sindacali "di una tassa per i crocieristi di 2 euro. In pratica - spiega Nunzi - è come l'imposta di soggiorno per gli alberghi, difficile da far capire agli stranieri". Il rappresentante nazionale della Confcommercio inoltre suggerisce al primo cittadino di creare un Assessorato ad hoc per il Turismo e non limitarsi a una semplice delega come fatto fino a questo momento. "Significherebbe - spiega - un'attenzione particolare e metterebbe in grado l'Assessore di dialogare con Regione e Autorità Portuale. Quest'ultima unica a proporre un progetto serio e integrato".

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