Civitavecchia

Santa Cecilia, Antonucci: "Serve la buona volontà di parlare di meno e fare di più"

Pino Antonucci della Rete dei Cittadini interviene in merito alla situzione dei dipendenti dell'Istituto Santa Cecilia

"In tempi non sospetti la Rete dei Cittadini ha denunciato lo stato di difficoltà in cui versano numerose strutture sanitarie private della città". Questo l'intervento di Pino Antonucci Responsabile settore Sanità Rete dei Cittadini, a proposito della grave situazione lavorativa che subiscono gli operatori sanitari dell'Istituto Santa Cecilia. "La vicenda che riguarda il Santa Cecilia non è perciò nuova a nessuno, tanto meno a noi che rivendichiamo da tempo il rispetto dei pazienti, dei lavoratori e dei tempi sul pagamento dei salari.

I dipendenti dell’istituto Santa Cecilia oggi subiscono purtroppo dei ritardi inaccettabili nel pagamento degli stipendi: due mensilità e metà tredicesima. L’esasperazione di tutti i lavoratori del Santa Cecilia, li ha portati a svolgere un sit - in di protesta fuori la struttura, una contestazione per recuperare quella dignità di lavoratori che qualcuno vuole purtroppo sottrargli.

L’intervento del sindacato, che ringraziamo, tuttavia, non ha tenuto conto della partecipazione all’incontro del Sindaco Moscherini che ha parlato ai lavoratori quando probabilmente il sindacato era già andato via. Lo stesso Moscherini, infatti, ha ribadito la volontà di informare della problematica la Regione, per mezzo del Presidente Polverini, e la dirigenza Asl, che insieme alla proprietà della struttura dovranno adoperarsi per risolvere una volta per tutte il ritardo nel pagamento degli stipendi, ed il miglioramento dei livelli di assistenza sanitaria, con assunzione di nuovi operatori.

E ciò vale non solo per il Santa Cecilia, ma anche per la Siligato e Madonna del Rosario, strutture che soffrono purtroppo delle stessa difficoltà. Apprezzo quindi l’intervento sia della Cgil, della Uil che del Prc e di Tidei, nell’esprimere solidarietà verso gli operatori sanitari del Santa Cecilia, spero seguita da tanti altri, ma credo tuttavia che ciò non basti.

Per arrivare a meta serve dell’altro. Soprattutto serve la buona volontà di parlare di meno e fare di più, concretamente. Servono atti immediati, per evitare che la seconda forza lavoro della nostra città, vale a dire il comparto sanitario privato, si trasformi in un enorme bagaglio di cassa integrati, con un disastro senza precedenti per tante famiglie.

Servono azioni congiunte, di tutti, nessuno escluso, in difesa del lavoro, contro i mal’intenzionati, contro i traghettatori della sanità, contro chi sguazza nelle difficoltà altrui magari trovandone giovamento. Su questo bisogna essere uniti, senza bandiere. Su questo si gioca la nostra credibilità di persone per bene, di persone che credono nel lavoro e nell’esistenza, ancora e se possibile, di una dignità inviolabile  per tutti i lavoratori".

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