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Al San Paolo sei sedute di chirurgia in meno, a Bracciano il nuovo Pronto Soccorso

A causa dello spostamento di alcuni anestesisti all'ospedale Padre Pio di Bracciano alcune sedute chirurgiche sono state sospese almeno fino al 31 dicembre. Intanto è stato inaugurato il nuovo pronto soccorso di Bracciano

Sei sedute operatorie in meno al San Paolo a causa del trasferimento in emergenza di alcuni anestesisti dal nosocomio cittadino al Padre Pio di Bracciano. Questo l'amaro resoconto di fine anno per l'ospedale civitavecchiese che, a causa della manovra del commissario della Asl Roma F Camillio Riccioni dovrà fare a meno, almeno fino alla fine dell'anno di due sedute di chirurgia generale e altrettante sedute tagliate per ortopedia e quella vascolare. 

Tutto questo, mentre dall'altra parte il pronto soccorso dell'ospedale di Bracciano torna a rivivere. Come annunciato dalla stessa Asl Roma F. "Con la visita dei nuovi spazi destinati all'emergenza da parte del Commissario straordinario Camillo Riccioni - scrivono - risultano finalmente aperti all'utenza tutti i servizi di accettazione/triage, terapia d'urgenza e breve osservazione che erano stati consegnati alla Asl Roma F nella prima metà di ottobre ma che in questo periodo hanno superato i collaudi definitivi della funzionalità statica e dell'impiantistica necessari all'attivazione". Un'apertura, quella del primo soccorso del Padre Pio con "cui consegniamo al territorio un servizio finalmente all'altezza delle aspettative e dei bisogni di salute dei cittadini, colmando una carenza operativa - spiega Riccioni - che nel corso dei decenni s'era fatta sempre più evidente e avvertita. La realizzazione ex novo di un Pronto soccorso, resasi ormai improrogabile in quanto quello originario e funzionante sino a pochi giorni or sono era in funzione dal 1975, si è dimostrata (e via via si dimostrerà) un intervento necessario per la qualità e la dignità di un servizio così cruciale che si riverbererà di certo sull'attività dell'intero nosocomio". 

Ospedale, il Padre Pio di Bracciano che più volte si è tentato di portare a chiusura, come mostrano le varie sentenze del Tar del Lazio che si è espresso già in passato sulle richieste dei sindaci del territorio che ne volevano evitare la chiusura. Chiusura che nei giorni scorsi continuava ad aleggiare nell'aria nonostante la sentenza del Consiglio di Stato. Allarme che però Riccioni vuole mettere sotto silenzio definitivamente. Il commissario della Asl Roma F ha infatti ribadito che "il Padre Pio assolve a quel ruolo indispensabile di cerniera operativa all'interno del sistema salute della azienda sanitaria, per questo non possiamo e non potremo farne a meno, pena il default dell'intera struttura. L'ospedale di Bracciano quindi non chiude, e anzi il suo core dovrà essere rimodulato e adeguato, potenziandone le vocazioni, alle attuali necessità del territorio e del sistema salute a esso connesso".

E quindi forse le supposizioni di quanti nei giorni scorsi avevano supposto che Riccioni volesse far rinascere l'ospedale di Bracciano destinato alla chiusura, destinando alla struttura personale medico proveniente dal nosocomio cittadino (che così facendo ha dovuto limitare la sua attività, a danno degli utenti/pazienti) erano vere. Nonostante il comunicato stampa a difesa dello stesso Riccioni inviato da Francesco Palmeggiani a nome dei medici dipendenti della Asl Roma F e aderenti alla Cgil. 

E' stata infatti proprio la Cgil Medici a schierarsi dalla parte di Riccioni. Commissario in cui hanno trovato un'inversione di tendenza "e di attenzione relativamente all'obiettivo di garantire immediatamente l'emergenza nei due presidi ospedalieri presenti nel territorio della Asl Roma F, afflitti da cronica e grave carenza di personale medico e di incrementare in un secondo tempo la qualità e il numero delle prestazioni sanitarie offerte all'utenza previa la progressiva implementazione della dotazione organica ricorrendo anche a Convenzioni Quadro con altre aziende sanitarie". Sullo spostamento poi di personale dall'ospedale San Paolo al Padre Pio, la Cgil Medici stigmatizza quanti hanno pensato che sia stato proprio questo spostamento a compromettere il lavoro del nosocomio cittadino: "Fermo restando il fatto inconfutabile che le due strutture ospedaliere di Civitavecchia e di Bracciano versano in uno stato di grande difficoltà, anche e soprattutto a causa delle fallimentari gestioni precedenti oggi, come cittadini e come medici, possiamo riconoscere nelle intenzioni della direzione strategica della Asl RomaF una progettualità condivisibile, che riporti i Medici e i pazienti al centro del sistema sanità e che ci possa far affrontare e superare l'emergenza che da troppo tempo ci strangola, per poter tornare a prestare, con dignità e in sicurezza, la nostra opera di professionisti".

Una cosa però è certa: Civitavecchia ha perso sei sedute chirurgiche. Bracciano ha conquistato un Pronto soccorso.

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