Domenica, 24 Ottobre 2021
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Il Registro tumori come la "Storia Infinita" di Michael Ende

Non accenna a placarsi il botta e risposta tra il direttore generale della Asl Roma F Salvatore Squarcione e Sinistra ecologia e libertà sul Registro Tumori

Se Michael Ende fosse vissuto in Italia e precisamente a Civitavecchia, forse la sua "Storia infinita" avrebbe avuto altri protagonisti e tutta un'altra impostazione. Qui la Torre d'Avorio da raggiungere è il Registro Tumori. E a dover essere salvata non è la Principessa Bambina e il Regno di Fantasia, ma Civitavecchia e i civitavecchiesi. Il nemico non è il nulla, ma l'inquinamento e chi dice "no" al Registro Tumori. Il direttore generale della Asl Roma F Salvatore Squarcione.

E così se Michael Ende fosse vissuto a Civitavecchia avrebbe raccontato di quel consiglio comunale in cui all'unanimità si votò a favore dell'instaurazione del Registro tumori. Stesso consiglio comunale in cui il direttore generale della Asl Roma F ha espresso la propria contrarietà. E il suo "no" fu proprio la causa della richiesta di Sel: le sue dimissioni.

A distanza di mesi, di interventi provenienti a raffica dagli schieramenti di politici di qualsiasi colore e natura, il direttore generale Squarcione torna a prendere la parola su quel Registro tumori. "Mai sostenuta l'inutilità assoluta dei Registri Tumore i quali, al contrario, sono potentissimi strumenti di studio per fotografare, nel tempo, l'andamento di questa patologia. Più è numerosa la popolazione osservata e più affidabili sono i dati prodotti dai registri in generale. Infatti - aggiunge Squarcione - frequentemente sono su base nazionale, molto spesso sono su base regionale e comunque, quasi mai al di sotto dell'area provinciale. Per essere giudicati affidabili - spiega il direttore generale della Asl Roma F - i risultati dell'attività di un Registro Tumori devono essere verificati con esito positivo per tre anni dall'Airtum (Associazione Italiana Registri Tumore). Si sostiene da parte di taluno (sbagliando perché esistono anche il Registro regionale mesotelioma pleurico, il Registro regionale insufficienza renale grave, il Registro salute riproduttiva ed esiti gravidanza, il Registro nominativo cause di morte, ...) che nel Lazio esiste un unico registro tumori, quello della provincia di Latina, che osserva una popolazione di circa 510 mila abitanti e, quindi, a solo titolo di esempio, poiché nel Lazio siamo, vediamo cosa pubblica Airtum nella scheda di rilevazione relativa a questo Registro. Il Registro di Latina è stato istituito nel 1983 dall'allora Osservatorio Epidemiologico della Regione Lazio, oggi ASP-Lazio Sanità, poichè sin da allora, ed oggi ancor di più, la competenza in materia di programmazione è esclusiva regionale.L'obiettivo dichiarato da questo Registro a giugno 2011, secondo l'AIRTUM, è quello di completare l'incidenza delle diagnosi di tumore nella Provincia di Latina relativa agli anni 2008-2009 entro marzo 2012 e, sempre secondo AIRTUM, le attività già svolte al giugno 2011 consistevano 1) nella raccolta e registrazione dei casi al 2007, 2) la partecipazione al progetto "IMPATTO" relativo al cancro della cervice uterina e del colon retto, 3) la partecipazione allo studio "PROSTATA".Per svolgere queste attività, sempre secondo AIRTUM, il Registro Tumori di Latina utilizza 15 persone (1 Responsabile, 1 Oncologo, 8 Rilevatori dati, 1 Programmatore, 2 Medici, 1 Statistico, 1 Collaboratore). Circa il costo annuo generato dal Registro, non sono riuscito a trovare dati ufficiali. Per un'azione rapida, e non esclusivamente di studio, annualmente l'ASP-Lazio Sanità da molti anni pubblica un rapporto annuale contenente tutti i dati validati relativamente allo stato di salute della popolazione, ivi compresi i dati sui tumori nelle varie aree regionali, desumendoli da diverse fonti già esistenti come gli archivi di mortalità, le schede di dimissione ospedaliera, etc.. Questi dati, da molti anni, sono la base sulla quale viene effettuata la programmazione regionale di settore e vengono distribuite alle Asl le risorse per mezzo delle quali i competenti Servizi delle medesime Asl svolgono la loro attività. Tutta questa mole di dati, come già detto, è facilmente desumibile, a costo aggiuntivo zero, attraverso la consultazione di archivi già esistenti quali quello di mortalità, le schede di dimissione ospedaliera, le esenzioni per tipo di patologia, etc".

Un esempio, quello portato all'attenzione di tutti dal direttore generale della Asl Roma F solo per far capire perché "dopo alcune ore di Consiglio comunale, ho espresso un parere tecnico negativo che confermo in pieno, circa l'istituzione di un Registro tumori distrettuale, sottolineo distrettuale, sul territorio di competenza della Asl Roma F ad un signore che non conoscevo e non conosco, apparentemente lì casualmente". E ribadisce come il Registro Tumori non sia "un'agenda sui cui registrare il nome dei morti, ma un sistema molto più complesso che deve essere in rete con molte altre strutture, soprattutto con i servizi di citoistopatologia, e l'incidenza che registra non è l'incidenza di malattia, come qualcuno cerca di far passare, ma l'incidenza di malattia, come qualcuno cerca di far passare, ma l'incidenza di diagnosi, quindi del tutto inutile ai fini immediati della prevenzione. Cioè - prosegue Squarcione - lo sappiamo che l'amianto provoca il mesotelioma pleurico, quindi è inutile ai fini preventivi immediati continuare oggi a studiarne gli effetti sulla salute, piuttosto cerchiamo l'amianto e innocuizziamolo prima che produca oggi altre lesioni che tra 20 o 30 anni verranno registrate come morti da mesoteliome. Ancora è certamente più utile capire perché sono stati registrati più decessi da cancro del polmone negli uomini che non nelle donne. Se questi casi dipendessero esclusivamente dall'aria respirata piuttosto che dagli alimenti, allora non dovrebbero esserci differenze, ma poiché la differenza c'è ed è sensibile, allora forse ci sono anche altri elementi da prendere in considerazione come l'abitudine al fumo, abitare o meno in ambienti ricchi di radon, l'attività lavorativa, ...".

Tutti motivi per cui, secondo il dottor Squarcione, occorre parlare di Sanità pubblica "in termini tecnici e non ideologici: sbagliare direzione è facilissimo e disperdere le scarse risorse disponibili ancor più facile. Fatte le dovute differenze, non sarà un caso che sono tecnici coloro i quali hanno ricevuto l'incarico di tentare di risanare il Paese. Ora l'unica cosa seria da fare è lasciare da parte i personalismi e lavorare insieme: io ho un obbligo etico che deriva dal mio giuramento di Ippocrate e a questo continuerò, come sempre e com è noto, a tener fede. Anche se dovessi risultare impopolare, perché tutti sanno - conclude Squarcione - che le iniezioni fanno male, ma spesso salvano la pelle".

Una presa di posizione, quella del direttore generale della Asl Roma F, che continua ad alimentare la polemica in seno al movimento politico di maggioranza. Quello di Sinistra ecologia e libertà. Lo stesso che ne ha più volte chiesto, per questo motivo, le dimissioni.

"Il nuovo e lunghissimo comunicato del dottor Squarcione, oltre a risultare  volutamente ermetico ed  infarcito di tecnicismi, di osservazioni supponenti nei confronti di chi si è fatto carico di scrivere sull’argomento, sembra, al contrario, il comunicato di chi non possedendo cognizione di causa, si avventura in giudizi positivi di natura politica (che esulano dalle sue competenze) sull’attuale governo nazionale, tanto da affermare  “non sarà un caso che sono tecnici coloro i quali hanno ricevuto l’incarico di salvare il paese” (forse anche il dottor Squarcione si sente investito di una mission superiore ,da tecnico quale è,per risanare la Asl). Tale constatazione ci fa riflettere ancora di più sulla giustezza della posizione di Sel sull’argomento. Non ci vogliamo addentrare  nel  rispondere tecnicamente alle tante e saccenti puntualizzazioni del dottor Squarcione non ritenendo questo  il luogo adatto (riservandoci in futuro una risposta squisitamente tecnica) ma vorremmo riportare il tutto sul piano prettamente  politico anche se è doverosa una puntualizzazione: per il corretto funzionamento del  Registro Tumori di Latina, la Asl competente  non utilizza,  come ha scritto il dottor Squarcione , 15 persone , ma  semplicemente uno staff composto da 1 responsabile,2 assistenti sociali,2 infermiere part-time per un totale di 5 unità lavorative , unitamente a  alcune saltuarie collaborazioni orarie che non superano le 10 ore mensili contrariamente a quanto inopportunamente comunicato dal Dott. Squarcione, molto probabilmente  in relazione a propri parametri gestionali che ne confermerebbero  ulteriormente l’inadeguatezza della sua permanenza a capo della Asl RmF. Ribadiamo pertanto - sottolineano da Sinistra ecologia e libertà - la nostra convinzione che i comportamenti del Direttore Generale siano sempre più configgenti con il suo mandato istituzionale e chiediamo un pronunciamento della Conferenza Sanitaria Locale (Conferenza dei Sindaci) e del suo Presidente (il sindaco di Civitavecchia) sulla permanenza del dottor Squarcione alla guida della Asl. Non è accettabile la sua ferma avversione all’ istituzione del  Registro Tumori che sappiamo benissimo che non risolve i problemi ma è l’inizio di un processo conoscitivo che ,insieme a tutti gli altri strumenti che si potranno mettere in gioco,potrebbe portare ad   interventi di prevenzione efficaci" .

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