Civitavecchia

"Pediatria a Civitavecchia ... Addio?"

Il Segretario Federale Fiamma Tricolore (Destra Sociale) interroga l'Asl sulla possibile chiusura o sul ridimensionamento del reparto di pediatria al San Paolo di Civitavecchia

La denuncia rivolta alla Dirigenza dell'Asl, arriva dal Segretario Federale Fiamma Tricolore Gabriele Pedrini, a proposito della possibile imminente chiusura del reparto di pediatria all'ospedale San Paolo di Civitavecchia o in alternativa un "drastico ridimensionamento, ovvero, riduzione delle capacità operative dello stesso". Il ridimensionamento rientrebbe nel piano di "rilancio" della sanità della governatrice del Lazio Renata Polverini. "Un rapporto costo/efficacia, che seppur valido entro certi limiti dettati da aride  leggi economiche - dichiara Pedrini - non può trovare spazio alcuno negli ambiti propri di un settore così delicato come la salvaguardia della salute pubblica ed in particolare dell’assistenza neonatale e della prima infanzia." Il Segretario Federale si riferisce poi all'analisi statistica svolta dalla Regione Lazio: "Se la misura di cui si chiacchiera dovesse nascere da un’analisi relativa alla media delle presenze di piccoli degenti nel Reparto vale la pena di ricordare che le statistiche “appiattiscono” qualsiasi “picco”  compresi quelli relativi alle degenze ospedaliere in concomitanza con il verificarsi di eventi epidemici frequentissimi nel periodo neonatale ed anche dopo". Queste considerazioni escono in concomitanza con una notizia, avuta pochi minuti fa, riguardante un contagio di Tbc presso il nido del policlinico Gemelli di Roma, dove un'infermiera sembra aver contagiato 34 bimbi. Il marito della donna aveva avuto la Tbc nel 2004 e il policlinico, mancando dei dovuti controlli sulla sua dipendente, sembra aver esposto i neonati presenti nel reparto al contagio della malattia che ha un'incubazione di oltre 10 anni. Il Codacons ha subito segnalato il fatto presentandolo alla Procura di Roma. Ritornando alla questione del reparto di pediatria al San Paolo, Pedrini sottolinea l'aspetto che invece di ridurre i posti letto per i piccoli degenti, si devono incrementare, specialmente in questo periodo: "Stanti le attuali capacità ricettive del Reparto in questione esso richiederebbe l’incremento di ulteriori posti letto, da un minimo di dieci ad un massimo di dodici  in circostanze di crisi; figuriamoci a seguito di una sua chiusura o riduzione". Il Segretario affronta anche un altro problema: "Non appare, peraltro, accettabile che dei neonati o dei bambini in tenera età sostino nei locali del “Primo Soccorso” in attesa di essere smistati, con poche probabilità di accettazione, sul più vicino ospedale: dovrebbero comunque vivere spettacoli poco edificanti per la loro tenera  età ed essere inoltre esposti ad eventuali  “contaminazioni” di batteri o virus". Inoltre aggiunge "Se d’altra parte, dovessero avere fondamento altre voci che danno per probabile  l’imminente nascita di un complesso sanitario pediatrico  privato nel comprensorio cittadino, allora la questione assumerebbe contorni veramente  poco edificanti ed aprirebbe la porta a considerazioni di altro genere che indicherebbero “in primis” la scarsa considerazione “ sociale”  espressa nei riguardi dei cittadini e dei loro piccoli". Infine conclude Pedrini: "In tale quadro, si sollecita la dirigenza ASL a pronunciarsi esplicitamente in merito ed a chiarire i contorni di una vicenda che sta preoccupando non poco la cittadinanza. Appare chiaro che ove le cose stessero come lumeggiato dovremmo augurarci altre più valide presenze alla guida di un settore cittadino così delicato come la salute pubblica in generale e quella infantile in particolare. Non dimentichiamo,  in tale contesto, il “ pesante prezzo ambientale” pagato dai cittadini del comprensorio i cui indici di patologie connesse con l’inquinamento sono piuttosto elevati  e parliamo solo di adulti e non di fragili creature".

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