Civitavecchia

Treni 'fantasma': l'Osservatorio regionale scrive a Trenitalia

Dopo la soppressione inaspettata di una coppia di treni sulla Fr5 e le denunce dei pendolari, l'Osservatorio regionale sui trasporti ha deciso di scrivere a Regione e Ferrovie

Una lettera aperta destinata a Trenitalia e alla Regione Lazio. È il mezzo estremo che i pendolari di Civitavecchia, supportati questa volta dall'Osservatorio regionale sui Trasporti, ha deciso di adottare per trovare una risposta alla sua domanda. "Che fine hanno fatto quei treni?".

È da circa un mese infatti che improvvisamente, senza annunci (nemmeno della ultima ora), una coppia di treni, quello da Civitavecchia a Roma delle 20.02 e quello da Roma a Civitavecchia delle 21.42 non ci sono più. Volatilizzati nel nulla. Il perché, ad oggi, resta un mistero.

Dal call center di Trenitalia avevano fatto sapere si trattava di una variazione all'orario dei treni, a causa dell'entrata in vigore dell'orario estivo. Ma quei treni, come tutti i pendolari della Fr5 ricordano, lo scorso anno, nelle calde serate estive, c'erano. E riportavano "puntualmente" a casa i tanti pendolari che ogni giorno si recavano a Roma o Civitavecchia per motivi di studio e lavoro. Quando un giorno poi, svanirono nel nulla. Con centinaia di pendolari, riversati sulle banchine in attesa, non si sa di cosa.

Un atteggiamento immediatamente "stigmatizzato" dall'Osservatorio regionale sui trasporti nella lettera inviata a Trenitalia e Regione: "Nello stigmatizzare il "doppio metro" da Voi utilizzato in termini di informazione - scrivono - ai viaggiatori per cui, a miglioramenti anche minimi del servizio viene data grande risonanza mediatica, mentre i peggioramenti dello stesso sono tenuti nascosti alle rappresentanze dell'utenza ed ai mezzi di comunicazione, si fa presente che, a seguito della eliminazione di cui all’oggetto, si è determinata una ulteriore crescita di disagi per gli utenti che, ignari, si trovano in stazione ad attendere treni improvvisamente scomparsi. Tale “scelta strategica” rappresenta, a nostro avviso, una ulteriore dimostrazione di scarsa attenzione verso l’utenza, con particolare riferimento ai pendolari-lavoratori che ritornano da Civitavecchia al litorale, a coloro che si spostano dal mare a Roma, a ancor più da Roma al litorale.
Alla luce di quanto finora esposto - conclude l'Osservatorio - e delle numerose segnalazioni pervenuteci al riguardo, si ritiene opportuno, pertanto, richiederne ragione".

E chissà che finalmente quelle risposte arrivino. Meglio ancora se tornassero i treni.

 

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