Civitavecchia

Crisi, Nunzi: "I consumi nazionali sono calati del 3,3% nei primi 9 mesi"

Il responsabile Logistica, Mobilità e Trasporti: ""Sarebbe sufficiente un giro per Civitavecchia, per vedere come anche negozi storici abbiano chiuso e i battenti"

"La situazione per commercio, turismo e servizi, si fa veramente tragica". A sottolinearlo è il responsabile Logistica, Mobilità e Trasporti Confcommercio Tullio Nunzi.

"Le famiglie italiane spendono gran parte dei loro magri stipendi - afferma Nunzi - in quelle che vengono definite spese fisse: affitti, luce, gas e acqua, rifiuti, assicurazioni carburanti. Ovvio che si restringono i consumi per le spese commerciali. Negli ultimi mesi, al di fuori di beni e servizi per le comunicazioni, che hanno visto un lieve segno positivo, per tutti gli altri settori siamo praticamente alla canna del gas. Abbigliamento e calzature - prosegue Nunzi - hanno visto un calo del 4,3% ancor più elevato il calo per i negozi di mobili, le riduzioni più significative hanno interessato il settore della mobilità. Una vera caporetto per i concessionari d'auto che nel mese di settembre, rispetto all'anno precedente, hanno visto un tracollo del 30%".

Centomila è poi il numero che Nunzi tira fuori. Centomila negozi chiusi in tutt'Italia. "Sarebbe sufficiente un giro per Civitavecchia, per vedere come anche negozi storici abbiano chiuso e i battenti, e con previsioni negative per il 2013, sia per il Pil che per consumi, si può pensare che il peggio debba ancora arrivare". E ancora: "In una situazione di crisi, che tocca imprese e lavoratori, serve un supplemento di responsabilità da parte della politica, molto spesso poco attenta nella nostra città a questo settore: mercato, arredo urbano, parcheggi, servizi inefficienti e costosi, tasse, trasporti, infrastrutture e infine credito sia alle imprese che alle famiglie, in calo ad agosto dello 0.2% ormai ibernato e senza il quale diviene sempre più difficile far fronte".

Occorre dunque "un impegno nei confronti di questo settore che nel Lazio conta 608.462 imprese, 2 milioni e 253 mila occupati di cui: l'1,6% nel settore agricolo, il 18,7% in quello industriale e il 79,7% in quello dei servizi". Un vero polmone occupazionale insomma "che rischia di avvolgersi nella crisi". E un appello, spiega il responsabile Logistica, Mobilità e Trasporti Tullio Nunzi "va fatto anche alle forze sociali per continuare a lavorare sul terreno della coesione e del dialogo".

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