Mercoledì, 23 Giugno 2021
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Moscherini e De Angelis: "Hcs salva solo con la vendita del 60%"

Replica il delegato al controllo della Holding e delle Sot Emiliano Santori: "Dopo l'Audit interna e il nuovo piano industriale sarà la maggioranza a decidere sulle varie ipotesi di risanamento"

"L'unica soluzione per salvare Hcs e posti di lavoro è la vendita del 60% delle quote". A ribadirlo ancora una volta, dopo le poco rassicuranti dichiarazioni rilasciate dal sindaco Pietro Tidei, sono l'ex sindaco di Civitavecchia Gianni Moscherini e l'ex Assessore al Bilancio Gian Piero De Angelis.

Ed è proprio quest'ultimo che spiega come in quella gara, ad oggi bloccata, avessero partecipato anche delle società della Legacoop che avrebbero potuto acquistare il 60% delle quote così da portare "a maggiore efficienza la società". Moscherini ha invece voluto sottolineare come la sua amministrazione abbia agito in cinque anni per il bene della collettività operando azioni di "risanamento e rilancio e aprendo uno spiraglio per l'inserimento di altre Sot all'interno della Holding come ad esempio - ha spiegato il consigliere Pdl - quella dell'energia elettrica così da portare i civitavecchiesi a non dover più pagare le bollette". Per non parlare poi del fatto che il progetto Arrow Bio poteva essere, secondo Moscherini, "un punto di sviluppo per la Holding e per tutto il comprensorio". E chiede all'attuale sindaco Pietro Tidei, di riprendere in mano quanto già cominciato dalla sua amministrazione, Arrow Bio in testa, così da salvare posti di lavoro e risanare il bilancio di Hcs.

Per quanto riguarda poi i 17 milioni di debito Moscherini e De Angelis fanno un appunto: "Avremmo potuto pensare a un meccanismo di recupero crediti. È vero però - hanno aggiunto - che se da una parte ci sono debiti per 17 milioni di euro, dall'altra parte ce ne sono altrettanti di crediti". Anzi. Poste Tributi aveva vinto una gara. "Che fine ha fatto?".

E a replicare ai due ex dell'amministrazione comunale è il delegato al controllo di Hcs e delle partecipate Emiliano Santori. "Moscherini conferma che voleva vendere al privato Hcs, peccato che non ne ha trovato nemmeno uno pur cedendo il controllo della società. Parla di miglioramenti del servizio e la città non è mai stata così sporca come negli ultimi anni. E questa - incalza Santori - è sempre e solo l'eredità sancita da un bilancio 2011 dell'Hcs che non chiude e non è stato possibile approvare".

Una situazione, secondo Santori, creata proprio da Moscherini. "È grazie alla sua vecchia gestione che oggi, a Città Pulita, ci sono 11 addetti alla spazzatura in strada e 230 tra controllori, sovrintendenti, impiegati e quadri da ufficio con oltre 100 assunzioni a Città Pulita per sostenere con clientele la campagna elettorale, alcune ordinate direttamente dal Sindaco per iscritto con nomi, cognomi e tanto di livelli. Il suo progetto Hcs - prosegue il delegato al controllo della Holding - è crollato sotto il peso di 23 milioni di debiti e i contributi non pagati per anni che paralizzano anche le entrate. Sbandiera disegni e progetti che non sono mai esistiti e ipotesi tanto fumose che il voto popolare ha bocciato, proprio perché fumose. Finora la città ha sopportato il peso delle sue clientele pagandole con l'aumento dell'Imu. Ma non è giusto e non può durare più a lungo".

E Santori annuncia: "Dopo l'Audit interna (che individuerà tutti i responsabili materiali del dissesto) e il nuovo piano industriale sarà la maggioranza a decidere sulle varie ipotesi di risanamento. Purtroppo si sa già che si aprirà una nuova stagione fatta di sacrifici necessari che coinvolgeranno anche lavoratori. Noi non lasceremo solo nessuno. Ma servirebbe - conclude Santori - molto più senso di responsabilità proprio da parte del capo dell'opposizione".

 

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