Civitavecchia

Le Larghe Intese dicono no all'Area Metropolitana: "se ne discuta in consiglio"

Il leader dei Riformisti italiani Alessandro Battilocchio: "Si tratta di una decisione che "condizionerà in modo determinante il futuro sviluppo e l'impostazione istituzionale del nostro territorio".

No all'area metropolitana. A ribadirlo è l'ex sindaco di Civitavecchia e oggi consigliere comunale d'opposizione Gianni Moscherini. E con lui, a pensarla così gli altri rappresentanti delle Larghe Intese. Anche l'esponente dei riformisti italiani Alessandro Battilocchio. Moscherini ha spiegato che "solo lontani da Roma e dall'area metropolitana" Civitavecchia potrà finalmente crescere. In tutti i settori. "Siamo sempre stati penalizzati - ha spiegato Moscherini - sia dalla Provincia che da Roma da cui non abbiamo mai avuto nulla".

E proprio come il capogruppo Pdl Sandro De Paolis l'ex sindaco civitavecchiese ha ribadito l'importanza di un consiglio comunale per affrontare la questione. "Si convochi per il 24 d'urgenza" ha dichiarato De Paolis "oppure se ne parli, integrandolo nell'ordine del giorno, al Consiglio comunale" che si svolgerà domani alla Pucci.

E Alessandro Battilocchio ha spiegato che si tratta di una decisione che "condizionerà in modo determinante il futuro sviluppo e l'impostazione istituzionale del nostro territorio". Decisione che "rischia di essere calata dall'alto o di essere presa senza il necessario dibattito che, obbligatoriamente, deve coinvolgere amministratori, forze sociali e cittadini. In questi ultimi giorni - ha aggiunto Battilocchio - si stanno moltiplicando le prese di posizione che evidenziano soprattutto preoccupazione per i risvolti, non ancora del tutto chiari, che comporterebbe un'adesione alla Città metropolitana".

Il leader dei Riformisti italiani si augura che "nei tempi strettissimi previsti dalla legge, si esprimano i consigli comunali, palesando la loro posizione. Io, che ho già espresso in questi anni il mio pensiero in materia, in maniera decisa e precisa - ha aggiunto - mi rivolgo però principalmente a tutti i cittadini interessati a farsi un'opinione: scaricate da Internet il testo della legge 142/90 leggete con attenzione gli articoli 17-18-19 e 20 (relativi alle caratteristiche e competenze dell'area metropolitana) e poi valutate se il nostro comprensorio, con le sue caratteristiche, ha davvero qualcosa da guadagnare da questo percorso. Troppo spesso, pure in un passato recente, il nostro territorio - ha proseguito Battilocchio - ha mancato la sfida: altre zone, anche all'interno della nostra stessa Regione, ragionano da anni come aree omogenee e scelgono rappresentanti, anche ai livelli sovracomunali, che possono davvero difendere e portare avanti le loro istanze, mettendo gli interessi dalla comunità locale prima delle bandiere di partito".

Un comprensorio, spiega Battilocchio, da sempre considerato spesso "terra di conquista". Un comprensorio che "se vuole fare il salto di qualità", ora, deve guardare "con maggiore cautela e diffidenza ai meccanismi romano-centrici. Rimarremo, per caratteristiche oggettive, la porta di Roma, ma l'Area metropolitana così come congegnata mina la nostra autonomia decisionale. Abbiamo il porto turistico più importante del Mediterraneo - ha sottolineato - un territorio ricco di storia, cultura e tradizione, infrastrutture e collegamenti all'altezza, un rapporto consolidato con il viterbese che, in sinergia con il nostro comprensorio, può costruire una valida e competitiva realtà istituzionale per l'intero Lazio Nord. Se invece sceglieremo l'altra strada - ha concluso il leader dei Riformisti - dobbiamo essere consapevoli che, necessariamente, per ragioni numeriche insuperabili finiremo per contare assai meno dell'ultimo municipio della Capitale".

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