Civitavecchia

Mensa scolastica, Idv: "Non ripetiamo gli errori del passato"

Ad intervenire sui buoni pasto è la responsabile scuola e formazione del movimento politico locale. Commenti anche sulle scuole materne dall'ex delegato all'Istruzione Sebastiani: "La verà novità non è stata detta".

Tantissime le lotte per un servizio mensa scolastica il cui binomio qualità-meno costi, funzionasse davvero. Ma il "Tallone d'Achille" come lo chiama la responsabile del servizio scuola e formazione dell'Italia dei Valori, Maria Letizia La Noce, resta. Un servizio da "sempre in perdita - spiega - (in media 800 mila euro). Si sa pure - aggiunge - che la ristrutturazione realizzata lo scorso anno dall'amministrazione Moscherini per ridurre la passività non ha ottenuto il risultato sperato".

Il motivo pare sia sempre lo stesso. C'è chi paga e chi invece no. Ed è proprio la seconda categoria, i cosiddetti "furbetti" che vanno colpiti. Per farlo, l'Isee da solo non basta. Il perché lo spiega proprio la responsabile dell'Italia dei Valori, La Noce: "Perché tiene conto solo dei rettidi emersi e non, ad esempio, del fatto che il nucleo familiare possieda o fruisca di beni di consumo quali autovetture di una certa cilindrata o imbarcazioni, o abbonamneti benessere, culturali o pay tv certamente non fruibili da chi presenta dichiarazioni Isee inconsistenti".

E avanza delle proposte, già adottate in altri paesi italiani, per risolvere il problema. Come ad esempio il metodo usato a Reggio Emilia, dove "dal prossimo ottobre un nuovo strumento di selezione,  l’Equometro, basato su un algoritmo che tiene conto anche di altri indicatori di stile di vita per determinare le agevolazioni all’erogazioni agevolate di servizi pubblici (beni di consumo)". O come ad esempio accade a Nichelino (provincia di Torino dove è stato stabilito che "per ottenere le agevolazioni (tra cui i buoni pasto della mensa scolastica), oltre a soddisfare un determinato valore ISEE  5.000,00 euro non bisogna essere proprietari di automobili con potenza superiore a 85 KW e con immatricolazione inferiore a 5 anni, di automobili con potenza superiore a 110 Kw (SUV), a prescindere dall’anno di immatricolazione, di motocicli con potenza superiore a 15 KW e con matricolazioni  inferiori a 5 anni e di tutti i tipi di imbarcazioni".

Intanto, sempre sul tema scolastico e rifacendosi a quanto annunciato la scorsa settimana dalla delegata del Comune e assessore provinciale alle Politiche scolastiche Paola Rita Stella, ad intervenire sulle tre nuove sezioni di scuola materna pronte ad aprire a settembre per sfoltire la lunga lista d'attesa, è l'ex delegato all'istruzione Vittorio Sebastiani. "La notizia vera è quella che non è stata data" ha tuonato, riferendosi alla firma del Decreto regionale della nuova scuola materna parificata di “Coccolandia” in via Veneto. "Vi potranno funzionare fino a tre sezioni - spiega Sebastiani - in base alle richieste d’iscrizione. Avere spostato l’asilo nido comunale da quella struttura in via San Francesco di Paola, ha reso possibile aprire la nuova scuola materna. Vista la necessità di contenimento della spesa pubblica, favorire i privati e ci sono altre richieste in tal senso, è un modo sia per rispondere alle esigenze sociali (necessità dei genitori) sia per creare nuovi posti di lavoro".

E commenta anche l'apertura delle tre nuove sezioni: "Di fatto, solo quella a tempo pieno di via dell’Immacolata dipende dall’amministrazione comunale che, per aprirla, dovrà attuare una forzatura amministrativa per il pagamento di due stipendi non previsti nel piano di spesa. Che la fondazione Cariciv aprisse le tre sezioni di piazza Verdi, almeno per me, non è una notizia. L’eventuale apertura di sezioni statali dipende dalle esigenze di bilancio della Sovrintendenza Scolastica Regionale: importante che ci siano le richieste di tre scuole cittadine supportate dalle dichiarazioni della passata amministrazione comunale. Negli organici di diritto i posti non sono stati assegnati. Mi auguro che a settembre, nell’organico di fatto, la Stella, anche per la sua carica di Assessore Provinciale, riesca a convincere la Sovrintendente Regionale a rivedere la sua posizione: i doppi incarichi come quelli della Stella, possono rivelarsi utili e non c’è ironia".

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