Civitavecchia

Icpl: niente stipendio, i lavoratori dichiarano lo stato di agitazione

Il sindaco Tidei ha promesso di deliberare una cifra capace di sostenere il problema e portare le parti fino a settembre, quando sarà ridiscusso il piano aziendale

Nulla è cambiato dal mese scorso. I dipendenti Icpl rischiano ancora una volta di restare a secco di stipendio. Ad annunciarlo mostrando preoccupazione il rappresentante Filt Cgil Enrico Seri.

"La situazione relativa all'Interporto pur ricercando con l'impresa delle soluzioni - spiega - rimane apertamente critica". Non solo tra dipendenti e ditta, ma anche tra ditta e Comune. "Da una parte l'impresa chiede al Comune l'erogazione dei fondi Cipe deliberati nell'ultimo atto della precedente amministrazione. Dall'altra - prosegue Seri - c'è un freno da parte dell'amministrazione in quanto sembrerebbe siano state riscontrate delle irregolarità". E così a rimetterci sono sempre loro. I lavoratori che ogni mattina si svegliano anche all'alba, si spezzano la schiena pur di mettere insieme tanto quanto basta per andare avanti. Cercando di soddisfare le esigenze basilari di una normalissima famiglia italiana.

E così dopo il mancato pagamento dello stipendio di maggio, che li aveva visti incrociare le braccia davanti ai cancelli di Icpl, e dopo aver ottenuto quello che spettava loro, oggi la situazione si ripresenta. Niente stipendio di giugno in vista. E niente quattordicesima. Nonostante a lavoro ci siano andati.

Motivo per cui, il rappresentante Filt Cgil, grazie all'intercessione dell'assessore alle Politiche per il lavoro Sergio Serpente, ha incontrato il primo cittadino di palazzo del Pincio. Condivisa con lui "la possibilità di poter attivare uno storno sugli stessi fondi, quantomeno - spiega Seri - per poter risolvere subito sia il problema sociale relativo agli stipendi, sia far fronte a parte delle spese correnti dell'azienda. L'accordo sancito - aggiunge il rappresentante Filt Cgil - prevede che entro domani mattina venga deliberata una cifra capace di sostenere il problema e portare le parti a settembre". Mese in cui sarà ridiscussa e riattivato un piano di impresa.

Se gli impegni assunti non troveranno compimento, i dipendenti sono pronti a dichiarare lo stato di agitazione che potrebbe trasformari anche in uno "sciopero a oltranza".

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