Domenica, 24 Ottobre 2021
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Hcs, vendere o non vendere? Tidei pensa a un Referendum

Dopo il sì dei lavoratori all'accordo sottoscritto dalle organizzazioni sindacali, da sciogliere il nodo su come salvare definitivamente la holding e le sue partecipate. Possibile la consultazione popolare

I dipendenti di Hcs hanno detto "sì" all'accordo presentato dalle organizzazioni sindacali all'incontro tra amministrazione comunale, liquidatori di Hcs e Regione Lazio. Sì alla cassa integrazione e all'impegno di mantenere pubblica la società da parte dell'amministrazione comunale.

Ora dunque si dovrà procedere con l'avanzata di un piano industriale che risani la situazione economico-finanziaria della Holding così da salvare i posti di lavoro dei circa 500 dipendenti. 

Perché il piano industriale prevede il pareggio di bilancio della Holding per il 2013 ma resta ancora insoluto il problema di quei circa 32 milioni di euro di debiti, che come spiegato dal sindaco Tidei nei giorni scorsi vanno comunque pagati. E per farlo occorre trovare il rimedio. Un rimedio che per Tidei potrebbe passare dall'alienazione di qualche servizio interno alla Holding, senza però rinunciare al controllo pubblico della società. Ma ad ostacolare il "piano di salvataggio" del sindaco Tidei è sempre uno dei partiti interni alla maggioranza.

Sempre Sinistra ecologia e libertà. I rapporti tra questi e Tidei sembrano essere già abbastanza tesi. Con gli screzi tra il Sindaco e il suo vice Enrico Luciani durante gli incontri avuti con i dipendenti di Hcs, dove il primo non escludeva la vendita e il secondo continuava a tuonare e rivendicare la pubblicità del servizio. E ancora rapporti "tesi" tra il Sindaco e il suo assessore al Lavoro Sergio Serpente che aveva rassegnato le dimissioni nelle mani del coordinatore del suo partito. Problemi interni al movimento politico per Tidei. Problemi all'interno della maggioranza per Serpente. E infine tra il sindaco Tidei e i consiglieri di Sinistra ecologia e libertà che durante l'ultimo consiglio comunale hanno chiesto al Sindaco di iniziare a fare sul serio. Basta "governicchio tecnico". Rapporti che sembrano poi essere rientrati, dopo un incontro tra il primo cittadino e Sinistra ecologia e libertà.

E allora, ora per Tidei, per non alimentare ulteriori problemi all'interno della sua maggioranza, la decisione di vendita o meno di tutta o parte della holding potrebbe essere trovata sottoponendo la questione a Referendum. Ma ancora il come, quando e se farlo è da valutare attentamente. Chissà che però non potrebbe essere la soluzione giusta per rendere finalmente partecipi al 100% i civitavecchiesi e soprattutto i dipendenti che in questi anni hanno lavorato all'interno delle società che forniscono i servizi pubblici alla città.

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