CivitavecchiaToday

Hcs, dipendenti di Città Pulita e Argo in sciopero

I lavoratori delle sot hanno manifestato davanti palazzo del Pincio per ribadire la propria contrarietà alla privatizzazione delle partecipate

Dipendenti di Città Pulita e Argo in protesta questa mattina davanti palazzo del Pincio. Ancora una volta causa della manifestazione è l'intenzione dell'amministrazione comunale di vendere i servizi pubblici. Quelli di Città Pulita e Argo. E così da via Leopoli a palazzo del Pincio hanno sfilato per le strade cittadine armati di striscioni, fischietti, cartelli e tamburi urlando tutto il loro dissenso a un'amministrazione "sorda", che oggi governa "grazie alle false promesse fatte in campagna elettorale". I dipendenti, ancora una volta si riferiscono alla lettera inviata dall'allora candidato sindaco di centrosinistra Pietro Tidei in cui li ammoniva dal credere a chi li voleva "svendere", promettendo allo stesso tempo che avrebbe mantenuto servizi pubblici e posti di lavoro.

Prossimo appuntamento, ora, per tutti i contendenti, al 9 maggio in Regione. Gli Assessori della Pisana avrebbero infatti convocato un tavolo tecnico per discutere del "caso" della Holding. Intanto si attende per domani il verdetto del giudice fallimentare. Verdetto che dovrebbe permettere all'amministrazione di procedere al piano di risanamento. Tutti i 130 creditori della holding hanno infatti firmato il concordato per autorizzare la dilazione del debito in sei anni, e con cui rinunciano al pagamento del 40% del credito che vantano nei confronti di Hcs.

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Intanto a commentare lo sciopero è il delegato alle partecipate Emiliano Santori. "Quello allo sciopero è un diritto inalienabile dei lavoratori, come tale va rispettato nel suo senso più profondo, e cioè strumento che serve alla tutela del diritto dei lavoratori, nel rispetto delle norme che lo regolano sulla garanzia del servizi essenziali. Proprio per la natura e il fine ultimo dello sciopero ci domandiamo a chi giovi una conflittualità tra il comune e i lavoratori. Moltissima dell'attività di questa amministrazione in questi mesi è stata infatti concentrata proprio sul cercare soluzioni per evitare il fallimento delle aziende municipalizzate, con conseguente licenziamento dei lavoratori. Non c'è differenza tra chi manifesta e chi lavora dentro al comune, per entrambi infatti l'obiettivo è la salvezza del Comune, dell'azienda e dei lavoratori. Non sappiamo a chi possa giovare in questa situazione chiudere a ogni dialogo, gettare benzina sul fuoco e mettere i lavoratori contro l'amministrazione comunale. Intanto - conclude Santori - continuiamo a lavorare a testa bassa per scongiurare ogni ipotesi irreversibile".

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