Civitavecchia

Amministrative, Il Pd si difende dalle accuse del Sindaco

Il segretario del Pd attacca e replica al primo cittadino: "Il Pd ha sempre lavorato per un reale sviluppo del porto di Civitavecchia"

"Costretto a ricandidarsi perché, dopo averlo conosciuto, nessuno gli offre più una poltrona il Sindaco continua a guardare nello specchietto retrovisore e a infangare il Partito democratico". Lo afferma il segretario del Partito Democratico Patrizio De Felici, in riferimento alle ultime dichiarazioni del sindaco Gianni Moscherini che ha confermato la sua candidatura, in vista delle amministrative che dovrebbero tenersi nel mese di maggio. "Afferma infatti di aver abbandonato nel 1995 il Pds a causa di brogli nelle liste degli iscritti. Il Sindaco dimentica un piccolo particolare: all’epoca era segretario del Pds. Come mai non impedì le presunte irregolarità? Dimentica poi un altro particolare: proprio a causa di quella vicenda Moscherini nel 1999 venne espulso dal partito regionale. Insomma, l’irregolare era proprio lui.

La memoria corta del Sindaco fa il paio con le sue arti da imbonitore. Arti alle quali, a onor del vero, non crede più nessuno. Ma quello è il suo vero mestiere e non sa far altro. Dopo cinque anni di gestione del Pincio, il Sindaco si ricorda che i giovani di Civitavecchia sono senza lavoro. Un po’ tardi. Cosa ha fatto per l’occupazione giovanile dal 2007 ad oggi? La domanda è retorica. Lo sappiamo tutti: a parte un po’ di clientele non ha fatto niente .

Adesso ci riprova a incantare il pubblico. Ed eccolo riproporre un futuro luminoso per il turismo e la logistica. Nel frattempo proprio lui è recentemente scappato a gambe levate dal cda dall’Interporto lasciando una società indebitata per decine di milioni di euro e senza prospettive. Ricordiamo che tra gli scali italiani Civitavecchia si trova agli ultimi posti per movimento di merci.

Come tutti gli imbonitori ecco il Sindaco ripetere che in materia portuale il Pd è il partito del no. Un modo per confondere le acque. Il Pd ha sempre lavorato per un reale sviluppo del porto di Civitavecchia. I primi stanziamenti e l’avvio dei lavori per l’ingrandimento del nostro scalo avvennero con Francesco Nerli, presidente dell’Autorità Portuale, con Pietro Tidei sindaco e con un governo nazionale di centrosinistra. Con Tidei sindaco, l’Amministrazione Comunale con 34 miliardi di vecchie lire fu il primo comune del Lazio per l’accesso ai fondi strutturali. Moscherini invece non solo non è riuscito ad accedere ad alcun finanziamento comunitario e regionale ma pochi giorni fa ha fatto si che il comune si classificasse penultimo sul PLUS.

Il punto che i civitavecchiesi hanno ormai ben chiaro è che Moscherini è un colonizzatore. Per di più non ama minimamente la nostra città e ha ampiamente dimostrato di non saperla amministrare. Consapevole di perdere le prossime elezioni eccolo allora agitare il solito specchietto delle allodole: l’oceanario. Minestra riscaldata. Lo aveva già dato per fatto nel 2007. Prese dei voti in virtù di quella promessa e adesso si aspetta che i civitavecchiesi ci ricaschino. Il che dimostra quanta stima abbia per i nostri  concittadini.  

Comprendiamo infine che definisca una buffonata le primarie, che invece sono un esempio di democrazia partecipata, vera e diretta che il centro destra non solo non conosce ma teme ed è per questo cerca di screditarle ma noi vigileremo contro ogni tentativo di inquinamento che si sta mettendo in atto. Per quanto concerne il programma del centrosinistra è evidente che il Sindaco neppure lo ha letto. Sappia però che quando tra pochi mesi Civitavecchia sarà una città liberata dalla sua nefasta presenza non realizzeremo cattedrali nel deserto come il terminal Cina e che restituiremo la pineta della Frasca alla città dopo che lui ha tentato di abbatterla. In quanto al problema abitativo le baracche di legno che ci lascia in eredità rappresentano il fallimento di cinque anni di promesse non mantenute".

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