Domenica, 14 Luglio 2024
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Acqua pubblica, il comitato autorganizza il Consiglio comunale aperto

Per gli esponenti del Comitato per l'acqua pubblica non c'è più tempo da perdere. E convocano il sindaco Tidei, i consiglieri e gli assessori alla massima assise autorganizzata per il 18 febbraio alle 17 alla Pucci

Se l'amministrazione non vuole convocare il Consiglio Comunale aperto sull'acqua pubblica prima delle elezioni regionali, il Comitato per l'acqua pubblica si sostituisce all'amministrazione comunale e invita il Sindaco, i consiglieri e gli assessori a partecipare alla massima assise cittadina autorganizzata indetta per il 18 febbraio alle 17 all'aula Pucci. "In tale occasione - spiegano - e alla presenza dei rappresentanti del Forum italiano dei movimenti per l'acqua pubblica, verranno presentate le nostre proposte per la ripubblicizzazione del servizio e una sua gestione efficiente ed economica".

Una discussione, quella sull'acqua pubblica, per il Comitato "non più rinviabile" ed "essendo convinti che i cittadini abbiano il diritto di sapere quale sia la reale posizione delle forze politiche e dei propri amministratori su una questione così delicata, al fine di esercitare una espressione di voto consapevole" ecco arrivare la decisione di autorganizzare un Consiglio comunale aperto. Massima assise già chiesta dai consiglieri di Sinistra ecologia e libertà e che il Sindaco ha già più volte ribadito di non voler convocare prima delle elezioni regionali. "L'acqua non è una merce ma un bene primario e in quanto tale deve essere gestita pubblicamente".

Intanto, i consiglieri della Commissione incaricata alla riscossione delle bollette relative al servizio idrico, prendono la parola dopo le lamentele dei civitavecchiesi. A questi ultimi infatti, nei giorni scorsi, non era piaciuto essere chiamati evasori quando in realtà loro le bollette le volevano pagare. Peccato però che dal Comune non avevano provveduto ad inviare loro le bollette. "Nessuno - spiegano Marco Di Gennaro, Fabrizio Lungarini e Giulio Agostini - chiama evasori i cittadini che compiono regolarmente il loro dovere di contribuenti. Ma gli evasori esistono, così come esistono i morosi ovvero coloro che, pur avendo ricevuto ripetuti avvisi non provvedono al pagamento di quanto dovuto". Anomalie, queste, "che incidono pesantemente sul sistema idrico, in questi anni completamente trascurato sia sotto il profilo tecnico che amministrativo". E ora, da palazzo del Pincio, proprio "per rispetto a chi ha sempre fatto il suo dovere pagando regolarmente" i tre consiglieri assicurano che si impegneranno "al massimo per mettere in regola non solo i morosi (le somme dovute ammontano a circa un milione di euro per anno) ma anche tutti quei cittadini ed esercizi commerciali distratti che non hanno mai pagato l'acqua".

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