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Civitavecchia. Parchi, "Privatizzazione dei parchi pubblici, Accade davvero a Civitavecchia"

Il Comitato San Gordiano - Boccelle ritorna sulla questione della privatizzazione dei parchi cittadini, chiedendo ancora la sospensione immediata del bando

Immaginate di possedere a Civitavecchia una casa di 500 mq. con davanti una tettoia in legno di 100 mq. immersa in 30.000 mq. di parco. Immaginate, poi, di non avere i soldi per la ristrutturazione della casa e la manutenzione del parco. Immaginate, infine, che non volete privare Voi ed il resto dell’umanità del libero accesso al parco. Cosa fareste? Ovviamente, cerchereste i futuri affittuari tra coloro che sono disponibili ad anticipare i fondi per la ristrutturazione dell’immobile. Ovviamente, avviereste delle trattative con possibili imprenditori interessati alla locazione commerciale (6 anni + 6 anni)  dell’immobile, disposti ad anticipare i costi di ristrutturazione da detrarre dai canoni di affitto. Ovviamente, il canone di locazione non potrebbe essere inferiore ad almeno €. 3.000,00 mensili, questo considerando l’enorme potenzialità commerciale (bar, ristorante, giochi etc.) rappresentata dallo sfruttamento della casa affittata. Ultima considerazione riguarda i lavori di ristrutturazione che, a voler esagerare, possiamo valutare in €. 500,00 al metro quadro, e cioè €.  250.000,00 complessivi.

Il risultato sarebbe il seguente: 36.000,00 euro annui x 12 anni = 432.000,00, con varie rivalutazioni circa €. 450.000. Detraendo dai canoni di affitto i costi di ristrutturazione  il proprietario ricaverebbe alla scadenza della locazione dopo 12 anni la bella somma di €. 200.000,00 oltre alla casa ristrutturata.

Volendo prolungare l’affitto di altri 12  anni il guadagno (non più onerato dai costi iniziali della ristrutturazione) sarebbe di circa mezzo milione di euro. Con tutti questi soldi si potrebbe mantenere il Parco per decenni dotandolo delle migliori attrezzature. non solo: si potrebbe affittare a punto ristoro solo una parte della casa, utilizzando il resto come sede di attività pubbliche di utilità sociale e culturale. Insomma il vero centro aggregativo, la “piazza centrale” del quartiere.

MA COSI’ NON E.  E QUESTA NON E’ UNA FINZIONE. La casa esiste davvero ed è denominata “casa ex ARCI”, e anche il parco esiste davvero ed è quello di SAN GORDIANO.  Ma nel ragionamento abbiamo omesso due particolari: ci troviamo a Civitavecchia nel 2011 ed avete delegato un signore ad amministrare il Vostro bene, i Vostri beni pubblici, un signore che adesso è il Sindaco di Civitavecchia.

Il Sindaco, però, in un bando di affidamento pubblicato nel mese di agosto (ammirevole quando tutti sono al mare l’Amministrazione Comunale resta al lavoro) ha ritenuto più conveniente aprire delle trattative con degli imprenditori su queste basi: a fronte della concessione per quaranta anni, i candidati devono promettere di realizzare: in via primaria: attività di somministrazione al pubblico; ?servizi igienici per il pubblico; eliminazione delle recinzioni realizzazione impianto di videosorveglianza; realizzazione impianto di illuminazione dell’area; in via secondaria: la manutenzione delle aree verdi, la messa a dimora di nuova vegetazione e l’inserimento di elementi di arredo (panchine, cestini porta rifiuti, cartelli segnaletici, ecc).

Oltre a questo è poi facoltà dei candidati indicare altri tipi di investimento per ottenere un migliore punteggio. UNO SCHERZO DIRETE VOI ! E LA RISTRUTTURAZIONE DELLA CASA DI 500 MQ.? Non fate domande inutili e, soprattutto, smettete di immaginare cose impossibili. Secondo la nostra esperta amministrazione, 40 anni di affitti dell’immobile ristrutturato non potrebbero fruttare diversi milioni di euro, ma solo quei pochi soldi che sarebbero ben compensati dalle opere richieste ai candidati.

Ma alcune delle opere richieste, direte voi, servono solo ai candidati, come l’attività di somministrazione cioè bar o ristorante, o servono in parte alla loro attività, come i servizi igienici, la migliore illuminazione e la manutenzione del verde, oppure sono inutili se non dannosi, come l’abbattimento delle recinzioni e l’impianto di videosorveglianza. Soprattutto con il bando così congegnato è possibile essere padroni per quaranta anni del parco di San Gordiano spendendo poche migliaia di euro.

Perché i cittadini, proprietari del Parco di San Gordiano, devono rinunciare a realizzare un guadagno con cui potere mantenere e migliorare il loro Parco? Perché rischiare di perdere l’unico punto di aggregazione vera del quartiere, alternativo ai luoghi commerciali? Tutto ciò è contro ogni logica ed è contrario agli interessi dei cittadini e il Comitato San Gordiano Boccelle chiede l’immediata sospensione del bando. 

Comitato San Gordiano - Boccelle

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