Giovedì, 17 Giugno 2021
Civitavecchia

Civitavecchia. Sequestrati dalla Finanza più di 5000 ricci di mare

Sorpresi nella notte i primi "predoni del mare e delle coste", che esercitavano la pesca abusiva di echinodermi (ricci di mare) con attrezzature per immersione vietate e in quantità superiore al consentito

Sequestrati dalla Guardia di Finanza di Civitavecchia nella notte appena trascorsa, più di 5000 esemplari di ricci di mare. Durante i soliti controlli di routine i finanzieri nelle acque di S. Marinella, hanno sorpreso dei subaquei mentre erano intenti ad esercitare l’attività di pesca dei ricci di mare, con l’ausilio di autorespiratori, apparati vietati per svolgere la cattura di echinodermi, e in quantità notevolmente superiore al massimo consentito e senza alcuna autorizzazione.

La quantità effettivamente pescata sino al momento dell’intervento dei militari era già superiore ai 5000 esemplari, quantità di gran lunga eccedente i cinquanta previsti per ciascun pescatore dalla vigente normativa.

Ai subacquei, di origine pugliese, sono state sequestrate le attrezzature subacquee utilizzate per l’immersione, unitamente al notevole quantitativo di ricci pescati che, ancora vivi, sono stati successivamente liberati in mare da una dipendente unità navale.

L'operazione ha inferto un duro colpo alla raccolta illegale e al commercio illecito degli echinodermi, prelibatezze gastronomiche molto ricercate, soprattutto nell’area pugliese dove gli animali catturati vengono trasportati infrangendo le norme sanitarie previste.

La rivendita abusiva dei molluschi, cui il valore di mercato finale si aggira intorno ad un euro ciascuno, avrebbe fruttato illeciti guadagni che, non  solo sarebbero stati sottratti all’alveo del tributo, ma che di fatto avrebbero inquinato la lecita concorrenza del mercato, arrecando danno a tutti i pescatori regolarmente autorizzati alla raccolta.

I responsabili dovranno rispondere alle violazioni di legge alla disciplina della pesca marittima che delinea i limiti della raccolta degli echinodermi in questione, prevedendo il sequestro amministrativo degli attrezzi utilizzati e la sanzione pecuniaria fino a 6000 euro, nonché la sospensione della licenza per i ristoranti che somministrano tali prodotti.

La Guardia di Finanza rammenta ancora come la normativa vigente vieta la raccolta di echinodermi mediante l’utilizzo di qualsiasi respiratore artificiale, il cui quantitativo non deve comunque mai superare i 50 esemplari giornalieri per pescatore.

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