Domenica, 19 Settembre 2021
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Mancato pagamento degli stipendi e piano industriale, Città Pulita in rivolta

I dipendenti della Sot sono scesi in strada per protestare contro il mancato pagamento degli stipendi e le decisioni prese dall'amministrazione comunale riguardo ai metodi di risanamento

Le linee strategiche per la gestione della crisi del gruppo Hcs non devono essere andate molto giù ai dipendenti di Città Pulita. Soprattutto, a non essere andato molto giù deve essere stata la paventata ipotesi di vendere una della Sot, probabilmente proprio Città Pulita, a un privato. Così da ricavare i soldi necessari a pagare almeno parzialmente i debiti accumulati dall'intera Holding.

E così questa mattina i lavoratori della municipalizzata sono scesi in strada. Non per pulire le strade cittadine, perlatro in alcune zone della città la spazzatura ormai inonda cassonetti e strade, ma per manifestare tutto il loro dissenso. Vogliono lo stipendio (da 3 mesi non percepito), garanzie sul futuro dei Cassintegrati (le vogliono nero su bianco). E soprattutto l'eliminazione dei superminimi che per loro, potrebbe risolvere gran parte del problema. Tanto da evitare la vendita della municipalizzata.

Una rabbia e richieste urlate a squarciagola da via Leopoli a palazzo del Pincio dove hanno "intimato" al primo cittadino di riceverli. E così è stato. All'aula Pucci animi tesi tra dipendenti e amministrazione. Da una parte la voglia di urlare e dire cosa ne pensano di tutta questa vicenda. Dall'altra la volontà ancora una volta di ribadire la "vicinanza ai lavoratori" e l'impegno dell'amministrazione di risolvere il problema. "Avrei potuto lavarmene le mani - ha tuonato Tidei - e lasciare ai liquidatori il compito di far cadere la Holding. Ma così facendo sareste andati a casa tutti e 420. Ed è proprio questo quello che voglio evitare". E se i lavoratori da un lato chiedevano la "morte" di Hcs, dall'altra parte il primo cittadino ha spiegato che "la holding serve a giustificare la presenza di 400 dipendenti. Se non esistesse, sareste classificati come dipendenti comunali e sforeremmo il Patto di Stabilità".

Da qui ha ribadito la possibilità di trasferire il servizio idrico ad Acea Ato2. Possibile anche vendere una Sot "non si sa ancora quale". Possibilità che a quanto pare non va a genio solo ai lavoratori. A ribadire la propria contrarietà è stato infatti il vice sindaco Enrico Luciani: "Secondo me ci sono soluzioni alternative. Come ad esempio la riscossione della Tia e dell'idrico. Oggi entrambe sono ferme al 30%. L'obiettivo è quello di portarle al 100%. Così riusciremo sicuramente a risollevare la holding. Con me l'acqua non si vende. Né si venderanno le Sot". Per quanto riguarda poi il piano industriale "che non conosco, spero di poterlo vedere. Voglio capire. Dopo averlo studiato ne parleremo in maggioranza e se ci sono punti in cui non siamo d'accordo troveremo altre soluzioni". Questa volta però a non essere d'accordo è il sindaco Tidei: "Non c'è tempo di capire. Chi vuole farlo lo deve fare subito. Il presidente del Tribunale ci ha concesso 120 giorni di tempo per presentare un piano industriale. Non possiamo perdere tempo".

E sul botta e risposta politico, a non perdere di vista l'obiettivo, anzi il motivo della discesa in piazza dei dipendenti sono stati proprio loro. "Siamo stufi di essere chiamati fannulloni dalla città. Abbiamo a disposizione solo un mezzo per svuotare 2 mila cassonetti. Raccogliamo la spazzatura con le mani. Non ci sono i compattatori e da 3 mesi non percepiamo lo stipendio. Cosa dobbiamo dare da mangiare ai nostri figli? Cosa dobbiamo dire alle banche che ci chiedono di pagare il mutuo?".

Alla fine il compromesso sembra essere stato raggiunto. Assemblea con i dipendenti rinviata ai prossimi giorni. In quell'occasione il sindaco Tidei ha chiesto loro di stilare una lista di tutti i problemi presenti all'interno della Sot e le loro proposte per un risollevamento dell'azienda. Dal canto suo l'assessore al Lavoro Sergio Serpente e il primo cittadino, hanno garantito di fare il possibile per pagare gli stipendi entro venerdì. "Domani - ha detto Tidei - incontrerò i dirigenti dell'Enel a cui chiederò di darci un milione di euro. Almeno per pagare i vostri stipendi". E così i dipendenti di Città Pulita hanno deciso di sospendere la loro protesta fino a venerdì. Dopo, decideranno il da farsi.

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