Domenica, 21 Luglio 2024
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Hcs, i dipendenti di Città Pulita: "È arrivato il momento di scioperare"

Intanto le organizzazioni sindacali hanno convocato un'assemblea dei lavoratori per decidere le misure da mettere in atto per il rispetto degli accordi sottoscritti dall'amministrazione

"Purtroppo nei prossimi giorni ci sarà la città più sporca del solito, perché ormai per noi lavoratori è arrivato il momento di scioperare, se vogliamo fermare questo ennesimo sopruso politico". E così i dipendenti di Città Pulita hanno deciso di fare sul serio ed incrociare le braccia per dire no alle "calunnie, studiate a tavolino" dagli amministratori "per arrivare al loro scopo, che è quello di vendere dei servizi che sono sempre stati pubblici a qualche loro amico". E accusano l'amministrazione di aver perseguito in questi mesi una campagna denigratoria nei loro confronti, fatta di "calunnie" che hanno portato la città a puntare il dito contro i dipendenti della Sot. E così "un eventuale referendum sulla vendita dopo tutti questi mesi di denigrazione, ci vedrebbe quasi sicuramente perdenti, ma non saremmo solo noi lavoratori a perdere, ci rimetterebbe tutta la cittadinanza, perché il privato non solo ridurrebbe la forza lavoro, ma aumenterebbe subito la già esosa Tia".

E se da un lato i dipendenti di Città Pulita hanno scelto di incrociare le braccia, dall'altro le organizzazioni sindacali hanno convocato per venerdì pomeriggio alle 15, all'aula Pucci, un'assemblea dei lavoratori per decidere insieme le iniziative da intraprendere "per il rispetto degli accordi sottoscritti ad oggi disattesi".

"Nei due mesi di proroga appena concessi dal giudice fallimentare - spiegano - occorrerà presentare un piano credibile di ripianamento dell'impressionante debito di Hcs. Contestualmente occorre definire un piano industriale finalizzato al rilancio, alla riorganizzazione e alla riqualificazione dei servizi pubblici locali. Dal mese di dicembre dell'anno passato ai sacrifici chiesti ai lavoratori - proseguono i sindacati - con l'applicazione della Cig, non è stato corrisposto quell'impegno, assunto dall'amministrazione comunale, ad operare, attraverso un costante confronto con i sindacati per mantenere il carattere pubblico del governo dei servizi, garantendo l'occupazione in essere. Le divisioni all'interno della maggioranza del consiglio comunale - bacchettano - hanno finora determinato l'assenza di scelte per il futuro delle municipalizzate, avvicinando il rischio del definitivo fallimento delle stesse con il possibile trascinamento verso il dissesto finanziario anche del Comune. Uno scenario impressionante che, se sciaguratamente dovesse verificarsi, determinerebbe ricadute violentissime sull'occupazione e sui cittadini civitavecchiesi". E giustificano la protesta che sta montando in seno ai lavoratori a causa della malagestione della "cassa integrazione a rotazione e dal fatto che è stato disposto di non anticipare, da questo mese, le competenze Inps sulla Cassa integrazione, provocando, soprattutto per i redditi bassi, situazioni socialmente insopportabili".

Intanto dall'amministrazione ribadiscono come "la posizione vincolante della maggioranza, espressa compiutamente e unitariamente, è ben delineata dalla delibera di Consiglio comunale votata proprio dalla Maggioranza nella seduta del 19 novembre nella quale a proposito degli assetti societari definitivi, non si esclude "nessuna soluzione" pur di salvaguardare la stabilità dell'ente locale. Sempre nella delibera si legge che l'obiettivo è e resta un'azione di rilancio e miglioramento dello standard dei servizi alla collettività in termini di efficienza e economicità, da coniugarsi con il carattere pubblico dei servizi stessi. Allo stato attuale il dibattito, ancora in corso, riguarda non solo le modalità di realizzazione di questo aspetto ma complessivamente come venire a capo di una gravissima situazione ereditata dalla precedente giunta in termini finanziari, organizzativi, di assetti societari, di privilegi ad personam, di giungle retributive, di crediti non riscossi, di debiti non pagati. Si tratta - concludono dal Pincio - di situazioni che coinvolgono direttamente politici e manager del passato nei confronti dei quali sono stati richiesti interventi della magistratura e giudizi di responsabilità sia davanti alla Corte dei Conti che al Tribunale civile per il risarcimento dei danni".

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